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Prostatectomia radicale robotica
come funziona, vantaggi e quando è indicata

Prof. Mauro Gacci · Urologo · AOU Careggi, Firenze Prenota una visita →

Il tumore della prostata localizzato richiede, nella maggior parte dei casi, un intervento chirurgico di rimozione della ghiandola. La prostatectomia radicale robotica rappresenta oggi lo standard di riferimento per questa procedura, garantendo la massima precisione tecnica con il minimo impatto sul paziente.

98%Dei casi trattati in chirurgia robotica
2–3 ggDurata media del ricovero
Da Vinci XiSistema robotico di ultima generazione

Cos'è la prostatectomia radicale robotica

La prostatectomia radicale robotica è un intervento chirurgico che prevede la rimozione completa della ghiandola prostatica, delle vescichette seminali e, quando indicato, dei linfonodi pelvici, con l'ausilio del sistema robotico Da Vinci Xi.

A differenza della chirurgia a cielo aperto tradizionale, l'approccio robotico-assistito viene eseguito attraverso piccole incisioni addominali (5–8 mm) nelle quali vengono introdotti i bracci robotici e una telecamera ad alta definizione tridimensionale. Il chirurgo opera da una consolle dedicata, con una visione ingrandita e amplificata del campo operatorio e una libertà di movimento degli strumenti superiore a quella della mano umana.

Il sistema Da Vinci Xi amplifica la precisione dei movimenti e consente di operare in spazi anatomici ristretti con una visibilità ottimale. Questo è determinante per la preservazione dei nervi periprostatici e dello sfintere, e la conseguente salvaguardia della potenza e della continenza dei pazienti.

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Visione 3D ad alta definizione

Ingrandimento 10× del campo operatorio per una dissezione anatomica di precisione.

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Strumentazione wristed

7 gradi di libertà di movimento, superiori alla mano umana, con eliminazione del tremore.

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Mini-invasività

5 incisioni da 5–12 mm. Minore sanguinamento, dolore post-operatorio ridotto, cicatrici minime.

Quando è indicata la prostatectomia radicale robotica

L'intervento è indicato principalmente nel tumore della prostata localizzato o localmente avanzato, in pazienti con aspettativa di vita superiore a 10 anni e condizioni generali compatibili con la chirurgia. La selezione del candidato ideale è un passaggio clinico fondamentale.

  • Tumore localizzato alla prostata (T1–T2) — Assenza di metastasi linfonodali o a distanza. Rappresenta l'indicazione principale e quella con i migliori risultati oncologici a lungo termine.
  • Tumore localmente avanzato selezionato (T3a) — In casi selezionati, con PSA e Gleason score favorevoli, la chirurgia robotica offre un buon controllo della malattia.
  • Gleason score e grado ISUP — Il grado istologico del tumore orienta la strategia terapeutica; la chirurgia è preferita nei gradi intermedi e alto rischio localizzati.
  • Età e aspettativa di vita — L'indicazione chirurgica è più forte in pazienti giovani o con lunga aspettativa di vita, dove il beneficio oncologico giustifica l'intervento rispetto alle alternative.
  • Volontà del paziente e condizioni generali — La scelta tra chirurgia, radioterapia e sorveglianza attiva è sempre condivisa con il paziente nell'ambito di una discussione multidisciplinare.

Come si svolge l'intervento

La prostatectomia radicale robotica dura mediamente tra 1 ora e 10 minuti e 2 ore 30 minuti si svolge in anestesia generale. Il ricovero è programmato ed è solitamente preceduto da una valutazione pre-operatoria completa.

1

Posizionamento e accesso laparoscopico

Il paziente è in posizione supina con lieve Trendelenburg. Si effettuano 5–6 piccole incisioni addominali per l'introduzione dei trocars e dei bracci robotici.

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Dissezione della prostata e preservazione nervosa

La ghiandola prostatica viene dissecata dai tessuti circostanti. Ove oncologicamente possibile, si esegue la tecnica nerve-sparing per preservare i fasci neurovascolari responsabili della funzione erettile.

3

Linfoadenectomia pelvica (se indicata)

Nei tumori a rischio intermedio-alto, si procede alla rimozione dei linfonodi pelvici per una corretta stadiazione e per ridurre il rischio di recidiva.

4

Anastomosi vescico-uretrale

Dopo la rimozione della prostata, la vescica viene ricongiunita all'uretra con sutura continua. Questa fase è determinante per la qualità della continenza urinaria post-operatoria.

5

Chiusura e posizionamento del catetere

Viene posizionato un catetere vescicale che rimarrà in sede per circa 7–10 giorni. Le incisioni vengono chiuse con punti riassorbibili.

Vantaggi della chirurgia robotica rispetto all'approccio tradizionale

Le evidenze della letteratura scientifica internazionale documentano in modo consistente i vantaggi della prostatectomia robotica rispetto alla chirurgia open e laparoscopica convenzionale, sia in termini perioperatori che funzionali a lungo termine.

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Minore perdita di sangue

Il rischio di trasfusione intraoperatoria è significativamente ridotto. Nella quasi totalità dei casi non è necessaria alcuna trasfusione.

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Precisione nella dissezione

La visione 3D e la libertà di movimento degli strumenti consentono una dissezione più accurata dei piani anatomici, con minore danno ai tessuti adiacenti.

Recupero più rapido

La dimissione avviene generalmente in 2–3 giorni. Il ritorno alle attività quotidiane leggere è possibile entro 2–3 settimane dall'intervento.

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Preservazione dell’erezione

La tecnica nerve-sparing robotica, quando oncologicamente indicata, consente tassi di recupero della funzione erettile superiori rispetto alla chirurgia aperta.

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Preservazione della continenza

La ricostruzione uretrale e l'anastomosi di precisione contribuiscono a una migliore e più rapida ripresa della continenza post-operatoria.

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Riduzione delle complicanze

Minore incidenza di infezioni della ferita, ernie post-operatorie e complicanze respiratorie rispetto alla chirurgia a cielo aperto.

Rischi e possibili effetti collaterali

Come ogni procedura chirurgica maggiore, la prostatectomia radicale robotica comporta rischi che devono essere illustrati al paziente in modo completo e trasparente durante il percorso di counseling pre-operatorio. La maggior parte delle complicanze è transitoria e gestibile.

Incontinenza urinaria

L'incontinenza post-operatoria è la complicanza funzionale più frequente. Si distingue tra incontinenza da sforzo (la più comune, dovuta al calo del tono sfinteriale) e urgenza minzionale. La maggior parte dei pazienti recupera una continenza soddisfacente entro 3–12 mesi dall'intervento, con l'ausilio di riabilitazione del pavimento pelvico.

Il rischio di incontinenza permanente grave è oggi inferiore al 3% nelle serie chirurgiche di alto volume. L'esperienza del chirurgo e la tecnica di ricostruzione uretrale sono fattori determinanti.

Disfunzione erettile

La preservazione della funzione erettile dipende dalla possibilità di eseguire la tecnica nerve-sparing e dall'estensione di eventuali danni ai fasci neurovascolari. Nei pazienti idonei alla tecnica bilateral nerve-sparing, il tasso di recupero della funzione erettile è del 70–95% a 12 mesi. La riabilitazione farmacologica precoce post-operatoria migliora significativamente le prospettive di recupero.

Complicanze perioperatorie. Le complicanze maggiori intraoperatorie (lesioni vascolari, intestinali) sono rare (<1%). Il rischio tromboembolico è gestito con profilassi farmacologica e precoce mobilizzazione. La mortalità operatoria è estremamente bassa in centri di riferimento ad alto volume.

Prostatectomia robotica a confronto con le tecniche tradizionali

La scelta della tecnica chirurgica deve essere guidata dall'evidenza clinica, dall'esperienza del centro e dalle caratteristiche del paziente. La tabella seguente sintetizza i principali parametri di confronto tra le tre tecniche più diffuse.

Parametro Robotica (Da Vinci) Laparoscopica Chirurgia aperta
Perdita di sangue Minima (<200 ml) Moderata Maggiore (500–1000 ml)
Visibilità operatoria 3D ad alta definizione ×10 2D, ingrandita Diretta, non ingrandita
Precision nerve-sparing Ottimale Buona Dipende dall'operatore
Durata della degenza 2–3 giorni 3–4 giorni 5–7 giorni
Recupero attività leggere 2–3 settimane 3–4 settimane 6–8 settimane
Controllo oncologico Equivalente Equivalente Equivalente
Curva di apprendimento Alta (centro specializzato) Elevata Più accessibile

Il controllo oncologico — inteso come margini chirurgici, sopravvivenza libera da recidiva biochimica e sopravvivenza globale — è equivalente tra le tre tecniche nelle mani di chirurghi esperti. Il vantaggio della robotica si esprime principalmente sui parametri funzionali e perioperatori.

Recupero post-operatorio

Il decorso post-operatorio della prostatectomia radicale robotica è generalmente favorevole. Una corretta gestione del paziente nelle settimane successive all'intervento è determinante per la qualità del recupero funzionale.

D1–2
Dimissione
Mobilizzazione precoce, rimozione drenaggio, istruzioni per il catetere
7–10g
Catetere
Prima visita di controllo, rimozione del catetere vescicale
2–3 sett
Attività leggere
Ritorno a lavoro sedentario, guida, vita quotidiana non intensa
4–6 sett
Follow-up
Esame anatomopatologico
PSA di controllo, discussione referto istologico, piano di sorveglianza
3–6 mesi
Recupero funzionale
Progressivo recupero della continenza, inizio riabilitazione erettile se indicata

Catetere vescicale

Il catetere viene posizionato durante l'intervento e mantenuto per 7–10 giorni per proteggere l'anastomosi vescico-uretrale. La gestione domiciliare è semplice; il paziente riceve istruzioni dettagliate alla dimissione.

Continenza urinaria e riabilitazione del pavimento pelvico

Dopo la rimozione del catetere, è normale presentare una perdita urinaria variabile da lieve a moderata. Gli esercizi di Kegel e la fisioterapia del pavimento pelvico, iniziati già nelle prime settimane, accelerano significativamente il recupero della continenza.

Riabilitazione sessuale

Nei primi mesi dopo l’intervento è probabile riscontrare un transitorio deficit erettile. Questo è più marcato nei casi in cui sia stato preservato solamente uno dei due nervi, per motivi oncologici. L’uso cronico di farmaci come i Pde5 inibitori, dispensati dal sistema sanitario nazionale, permette il recupero della sessualità nella maggior parte dei casi.

FAQ

L'intervento può durare da 1 ora e 10 minuti fino a 2 ore e 30 minuti, variabile in funzione della complessità del caso, del volume prostatico e della necessità di eseguire linfoadenectomia pelvica. Il paziente è in sala operatoria per un tempo complessivo leggermente superiore, che include l'anestesia e il posizionamento.
La prostatectomia robotica è eseguita in anestesia generale o spinale; il paziente non avverte alcun dolore durante la procedura. Nel post-operatorio immediato è normale un fastidio addominale da moderato a lieve, ben controllato con la terapia analgesica standard. L'assenza di una grande incisione addominale riduce significativamente il dolore rispetto alla chirurgia aperta.
Per un lavoro sedentario è generalmente possibile tornare all'attività entro 2–3 settimane dall'intervento. Per lavori fisicamente impegnativi si consiglia di attendere almeno 6–8 settimane. La ripresa avviene sempre su indicazione del chirurgo, in base all'andamento del recupero individuale.
Per il tumore localizzato a basso e intermedio rischio, la prostatectomia radicale offre tassi di sopravvivenza libera da recidiva biochimica a 10 anni superiori all'85–90% nelle serie chirurgiche di alto volume. Il parametro principale monitorato nel follow-up è il PSA, che dopo l'intervento deve risultare non dosabile (<0,1 ng/ml). Valori in risalita indicano la necessità di una valutazione specialistica approfondita.
Attualmente la prostatectomia radicale richiede un ricovero di almeno 2–3 giorni, necessario per la gestione del catetere, il monitoraggio post-anestesiologico e l'istruzione del paziente alla gestione domiciliare. Protocolli ERAS (Enhanced Recovery After Surgery) consentono in alcuni casi di abbreviare ulteriormente il ricovero in pazienti selezionati.
La preservazione dei fasci neurovascolari è possibile solo quando non vi è rischio di compromettere i margini chirurgici oncologici. La decisione è presa intraoperatoriamente, in base all'estensione del tumore e ai reperti della risonanza magnetica pre-operatoria. La sicurezza oncologica ha sempre la precedenza sulla preservazione nervosa.
Mauro Gacci urologo Firenze
2000+Prostatectomie robotiche
25+Anni di esperienza urologica
AOU CareggiCentro di riferimento regionale
Villa DonatelloCasa di cura provata con Chirurgia robotica

Prof. Mauro Gacci

Il Professor Mauro Gacci è Professore di Urologia presso l'Università degli Studi di Firenze e Dirigente Medico presso l'Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi. La sua attività clinica e di ricerca si concentra sulla chirurgia urologica robotica e mini-invasiva, con particolare focus sul trattamento del tumore della prostata e sulla chirurgia ricostruttiva uretrale.

Ha sviluppato una specifica expertise nella prostatectomia radicale robotica con tecnica nerve-sparing e nella preservazione della continenza urinaria attraverso ricostruzione del meccanismo sfinteriale.

È autore di oltre 200 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali indicizzate sul tumore di prostata ed il trattamento mediante prostatectomia radicale.

Viene chiamato in tutto il mondo come key opinion leader su questo specifico argomento.

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