Prostatectomia radicale robotica
come funziona, vantaggi e quando è indicata
Il tumore della prostata localizzato richiede, nella maggior parte dei casi, un intervento chirurgico di rimozione della ghiandola. La prostatectomia radicale robotica rappresenta oggi lo standard di riferimento per questa procedura, garantendo la massima precisione tecnica con il minimo impatto sul paziente.
Cos'è la prostatectomia radicale robotica
La prostatectomia radicale robotica è un intervento chirurgico che prevede la rimozione completa della ghiandola prostatica, delle vescichette seminali e, quando indicato, dei linfonodi pelvici, con l'ausilio del sistema robotico Da Vinci Xi.
A differenza della chirurgia a cielo aperto tradizionale, l'approccio robotico-assistito viene eseguito attraverso piccole incisioni addominali (5–8 mm) nelle quali vengono introdotti i bracci robotici e una telecamera ad alta definizione tridimensionale. Il chirurgo opera da una consolle dedicata, con una visione ingrandita e amplificata del campo operatorio e una libertà di movimento degli strumenti superiore a quella della mano umana.
Il sistema Da Vinci Xi amplifica la precisione dei movimenti e consente di operare in spazi anatomici ristretti con una visibilità ottimale. Questo è determinante per la preservazione dei nervi periprostatici e dello sfintere, e la conseguente salvaguardia della potenza e della continenza dei pazienti.
Visione 3D ad alta definizione
Ingrandimento 10× del campo operatorio per una dissezione anatomica di precisione.
Strumentazione wristed
7 gradi di libertà di movimento, superiori alla mano umana, con eliminazione del tremore.
Mini-invasività
5 incisioni da 5–12 mm. Minore sanguinamento, dolore post-operatorio ridotto, cicatrici minime.
Quando è indicata la prostatectomia radicale robotica
L'intervento è indicato principalmente nel tumore della prostata localizzato o localmente avanzato, in pazienti con aspettativa di vita superiore a 10 anni e condizioni generali compatibili con la chirurgia. La selezione del candidato ideale è un passaggio clinico fondamentale.
- Tumore localizzato alla prostata (T1–T2) — Assenza di metastasi linfonodali o a distanza. Rappresenta l'indicazione principale e quella con i migliori risultati oncologici a lungo termine.
- Tumore localmente avanzato selezionato (T3a) — In casi selezionati, con PSA e Gleason score favorevoli, la chirurgia robotica offre un buon controllo della malattia.
- Gleason score e grado ISUP — Il grado istologico del tumore orienta la strategia terapeutica; la chirurgia è preferita nei gradi intermedi e alto rischio localizzati.
- Età e aspettativa di vita — L'indicazione chirurgica è più forte in pazienti giovani o con lunga aspettativa di vita, dove il beneficio oncologico giustifica l'intervento rispetto alle alternative.
- Volontà del paziente e condizioni generali — La scelta tra chirurgia, radioterapia e sorveglianza attiva è sempre condivisa con il paziente nell'ambito di una discussione multidisciplinare.
Come si svolge l'intervento
La prostatectomia radicale robotica dura mediamente tra 1 ora e 10 minuti e 2 ore 30 minuti si svolge in anestesia generale. Il ricovero è programmato ed è solitamente preceduto da una valutazione pre-operatoria completa.
Posizionamento e accesso laparoscopico
Il paziente è in posizione supina con lieve Trendelenburg. Si effettuano 5–6 piccole incisioni addominali per l'introduzione dei trocars e dei bracci robotici.
Dissezione della prostata e preservazione nervosa
La ghiandola prostatica viene dissecata dai tessuti circostanti. Ove oncologicamente possibile, si esegue la tecnica nerve-sparing per preservare i fasci neurovascolari responsabili della funzione erettile.
Linfoadenectomia pelvica (se indicata)
Nei tumori a rischio intermedio-alto, si procede alla rimozione dei linfonodi pelvici per una corretta stadiazione e per ridurre il rischio di recidiva.
Anastomosi vescico-uretrale
Dopo la rimozione della prostata, la vescica viene ricongiunita all'uretra con sutura continua. Questa fase è determinante per la qualità della continenza urinaria post-operatoria.
Chiusura e posizionamento del catetere
Viene posizionato un catetere vescicale che rimarrà in sede per circa 7–10 giorni. Le incisioni vengono chiuse con punti riassorbibili.
Vantaggi della chirurgia robotica rispetto all'approccio tradizionale
Le evidenze della letteratura scientifica internazionale documentano in modo consistente i vantaggi della prostatectomia robotica rispetto alla chirurgia open e laparoscopica convenzionale, sia in termini perioperatori che funzionali a lungo termine.
Minore perdita di sangue
Il rischio di trasfusione intraoperatoria è significativamente ridotto. Nella quasi totalità dei casi non è necessaria alcuna trasfusione.
Precisione nella dissezione
La visione 3D e la libertà di movimento degli strumenti consentono una dissezione più accurata dei piani anatomici, con minore danno ai tessuti adiacenti.
Recupero più rapido
La dimissione avviene generalmente in 2–3 giorni. Il ritorno alle attività quotidiane leggere è possibile entro 2–3 settimane dall'intervento.
Preservazione dell’erezione
La tecnica nerve-sparing robotica, quando oncologicamente indicata, consente tassi di recupero della funzione erettile superiori rispetto alla chirurgia aperta.
Preservazione della continenza
La ricostruzione uretrale e l'anastomosi di precisione contribuiscono a una migliore e più rapida ripresa della continenza post-operatoria.
Riduzione delle complicanze
Minore incidenza di infezioni della ferita, ernie post-operatorie e complicanze respiratorie rispetto alla chirurgia a cielo aperto.
Rischi e possibili effetti collaterali
Come ogni procedura chirurgica maggiore, la prostatectomia radicale robotica comporta rischi che devono essere illustrati al paziente in modo completo e trasparente durante il percorso di counseling pre-operatorio. La maggior parte delle complicanze è transitoria e gestibile.
Incontinenza urinaria
L'incontinenza post-operatoria è la complicanza funzionale più frequente. Si distingue tra incontinenza da sforzo (la più comune, dovuta al calo del tono sfinteriale) e urgenza minzionale. La maggior parte dei pazienti recupera una continenza soddisfacente entro 3–12 mesi dall'intervento, con l'ausilio di riabilitazione del pavimento pelvico.
Il rischio di incontinenza permanente grave è oggi inferiore al 3% nelle serie chirurgiche di alto volume. L'esperienza del chirurgo e la tecnica di ricostruzione uretrale sono fattori determinanti.
Disfunzione erettile
La preservazione della funzione erettile dipende dalla possibilità di eseguire la tecnica nerve-sparing e dall'estensione di eventuali danni ai fasci neurovascolari. Nei pazienti idonei alla tecnica bilateral nerve-sparing, il tasso di recupero della funzione erettile è del 70–95% a 12 mesi. La riabilitazione farmacologica precoce post-operatoria migliora significativamente le prospettive di recupero.
Prostatectomia robotica a confronto con le tecniche tradizionali
La scelta della tecnica chirurgica deve essere guidata dall'evidenza clinica, dall'esperienza del centro e dalle caratteristiche del paziente. La tabella seguente sintetizza i principali parametri di confronto tra le tre tecniche più diffuse.
| Parametro | Robotica (Da Vinci) | Laparoscopica | Chirurgia aperta |
|---|---|---|---|
| Perdita di sangue | Minima (<200 ml) | Moderata | Maggiore (500–1000 ml) |
| Visibilità operatoria | 3D ad alta definizione ×10 | 2D, ingrandita | Diretta, non ingrandita |
| Precision nerve-sparing | Ottimale | Buona | Dipende dall'operatore |
| Durata della degenza | 2–3 giorni | 3–4 giorni | 5–7 giorni |
| Recupero attività leggere | 2–3 settimane | 3–4 settimane | 6–8 settimane |
| Controllo oncologico | Equivalente | Equivalente | Equivalente |
| Curva di apprendimento | Alta (centro specializzato) | Elevata | Più accessibile |
Il controllo oncologico — inteso come margini chirurgici, sopravvivenza libera da recidiva biochimica e sopravvivenza globale — è equivalente tra le tre tecniche nelle mani di chirurghi esperti. Il vantaggio della robotica si esprime principalmente sui parametri funzionali e perioperatori.
Recupero post-operatorio
Il decorso post-operatorio della prostatectomia radicale robotica è generalmente favorevole. Una corretta gestione del paziente nelle settimane successive all'intervento è determinante per la qualità del recupero funzionale.
Catetere vescicale
Il catetere viene posizionato durante l'intervento e mantenuto per 7–10 giorni per proteggere l'anastomosi vescico-uretrale. La gestione domiciliare è semplice; il paziente riceve istruzioni dettagliate alla dimissione.
Continenza urinaria e riabilitazione del pavimento pelvico
Dopo la rimozione del catetere, è normale presentare una perdita urinaria variabile da lieve a moderata. Gli esercizi di Kegel e la fisioterapia del pavimento pelvico, iniziati già nelle prime settimane, accelerano significativamente il recupero della continenza.
Riabilitazione sessuale
Nei primi mesi dopo l’intervento è probabile riscontrare un transitorio deficit erettile. Questo è più marcato nei casi in cui sia stato preservato solamente uno dei due nervi, per motivi oncologici. L’uso cronico di farmaci come i Pde5 inibitori, dispensati dal sistema sanitario nazionale, permette il recupero della sessualità nella maggior parte dei casi.
FAQ

Prof. Mauro Gacci
Il Professor Mauro Gacci è Professore di Urologia presso l'Università degli Studi di Firenze e Dirigente Medico presso l'Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi. La sua attività clinica e di ricerca si concentra sulla chirurgia urologica robotica e mini-invasiva, con particolare focus sul trattamento del tumore della prostata e sulla chirurgia ricostruttiva uretrale.
Ha sviluppato una specifica expertise nella prostatectomia radicale robotica con tecnica nerve-sparing e nella preservazione della continenza urinaria attraverso ricostruzione del meccanismo sfinteriale.
È autore di oltre 200 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali indicizzate sul tumore di prostata ed il trattamento mediante prostatectomia radicale.
Viene chiamato in tutto il mondo come key opinion leader su questo specifico argomento.
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