Prof Mauro Gacci Urologo Specialista in Chirurgia Urologica Robotica e Mini Invasiva

Urologo Specialista in Chirurgia Urologica Robotica e Mini Invasiva
L’integrazione tra assistenza, ricerca e formazione – principio fondante del Sistema Sanitario Nazionale – rappresenta la mia identità professionale in Italia e all’estero.
Sono un medico chirurgo, specialista urologo, con più di 25 anni di esperienza. Durante la mia carriera, ho eseguito - come primo operatore – oltre 8000 interventi di chirurgia urologica, concentrandomi soprattutto sull’utilizzo di tecniche robotiche e mini-invasive.
I risultati clinici dei pazienti che ho trattato sono stati oggetto di studi scientifici e confrontati con le più importanti casistiche nel mondo. La mia passione per la ricerca mi ha portato a realizzare oltre 800 pubblicazioni, apprezzate da tutta la comunità scientifica internazionale, e per questo inserite nelle linee guida e nei libri di testo per gli specialisti in formazione di tutti i paesi.
Inoltre, la mia dedizione all'insegnamento ed alla formazione, mi ha permesso di ricoprire ruoli chiave in prestigiose società scientifiche internazionali. Sono quindi diventato il capo del collegio educazionale della Société Internationale d’Urologie (SIU-Academy) e membro delle Linee Guida Europee di urologia (EAU Guidelines).
Mettere il paziente al centro delle cure è il mio obiettivo principale
Lavorare in un centro di eccellenza, coadiuvato da un team di colleghi esperti, rende la nostra assistenza completa e disponibile prima, durante e dopo ogni intervento.Il Policlinico Universitario di Careggi a Firenze è la sede della mia attività di Chirurgo e di Professore.
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Tumore del rene: cresce davvero così in fretta?
Molti pazienti scoprono un tumore del rene in modo del tutto occasionale, durante un’ecografia o una TAC eseguita per altri motivi. Una delle domande più frequenti è: da quanto tempo era presente? La risposta arriva dalla ricerca scientifica, che negli ultimi decenni ha chiarito come, nella maggior parte dei casi, il carcinoma renale sia una malattia a crescita lenta e progressiva. Studi storici e dati più recenti mostrano che alcuni tumori possono impiegare anni prima di raggiungere dimensioni clinicamente rilevanti, aprendo la strada a strategie moderne come la sorveglianza attiva. Un contributo fondamentale in questo campo risale già al 2001, con uno studio pubblicato da Mauro Gacci sul Journal of Urology.
👉 Leggi l’approfondimento completo per capire cosa dice oggi la scienza sulla crescita del tumore del rene.
Feste, calici e salute: come vivere le bollicine con equilibrio
C’è qualcosa nelle bollicine che da sempre affascina: il tintinnio dei calici, la schiuma leggera, quel senso di festa che un calice porta con sé. Ma dietro l’euforia del primo sorso, molti uomini si chiedono: “Fa bene o fa male rispetto al vino bianco o rosso?” La verità è che il punto non è tanto cosa beviamo, quanto come e quando lo beviamo. Le bollicine hanno un carattere tutto loro. Basta un calice per percepire la differenza: il vino sembra più vivo, più immediato. L’effervescenza accelera leggermente l’assorbimento dell’alcol, motivo per cui alcuni avvertono prima quella sensazione di leggerezza alla testa rispetto ai vini fermi. Ma al di là di questo effetto iniziale, ciò che davvero conta per la salute maschile è il modo in cui questo rituale si inserisce nella vita quotidiana: non il brindisi in sé, ma la regolarità, le quantità, l’intento con cui si beve.
Quando parliamo di salute dell’uomo — metabolismo, cuore, stomaco e intestino, fino alle piccole “noie” della prostata e della sfera sessuale — non è certo il tipo di vino a creare la differenza. Champagne, vino fermo o Prosecco sono solo tre modi diversi di brindare. A incidere davvero sono le nostre abitudini: ciò che mangiamo, quanta attività fisica facciamo, e soprattutto il ritmo con cui consumiamo l’alcol. Il rosso gode della fama di essere più sano grazie ai polifenoli, il bianco sembra più leggero, le bollicine più innocue. Ma nessuna di queste bevande è di per sé una cura né un pericolo: è l’uso che ne facciamo a determinarne l’impatto. Le bollicine, però, hanno un pregio concreto: nelle versioni Brut o Extra Brut il contenuto di zuccheri è molto basso, spesso inferiore a quello di molti bianchi. Un vantaggio per chi vuole tenere sotto controllo peso e glicemia.
E soprattutto, le bollicine danno il meglio quando vengono gustate con lentezza. Il loro aroma delicato, la freschezza, la naturale eleganza del calice scoraggiano i sorsi impulsivi. Un solo bicchiere, sorseggiato con calma e magari durante un pasto, è sufficiente per godersi il momento senza alcun impatto significativo sulla salute: né sul cuore, né sulla prostata, né sul metabolismo.
In definitiva, non è la bevanda in sé a creare problemi, ma l’eccesso, la fretta o l’abitudine a bere fuori dai pasti. Il punto è semplice: un calice di bollicine può essere un piacere sereno, perfetto per un brindisi di festa o un’occasione speciale, purché sia gustato con lentezza, moderazione e consapevolezza.
Referenza: World Health Organization. Global Status Report on Alcohol and Health. Geneva: World Health Organization.
Cosa succede dopo la cistectomia per tumore vescicale?
Dopo la cistectomia radicale (rimozione della vescica per tumore o altre cause gravi), ci sono varie opzioni per la derivazione urinaria: condotto ileale (ileal conduit, IC), neovescica ortotopica (Ortotopic Neobladder neobladder, ONB), oppure altri tipi di reservoir. La neovescica ortotopica tipo VIP è uno schema in cui si costruisce una nuova vescica interna mediante segmento intestinale (ileo) posizionato ortotopicamente (cioè collegato all’uretra ed agli ureteri), spesso con tecnica intracorporea se eseguita con robot.
L’uso della neovescica può offrire vantaggi in termini di qualità della vita, ma anche sfide in termini di continenza, tempo operatorio, complicanze rispetto al condotto ileale. Qui sotto le caratteristiche a confronto tra le 2 tecniche chirurgiche.
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Aspetto |
Neovescica Robotica (tipo VIP) |
Condotto Ileale (stomia) |
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Qualità della vita |
Generalmente più alta, soprattutto nei pazienti più giovani e attivi |
Buona, ma può influire sull'immagine corporea |
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Aspetto esteriore |
Nessuna stomia, aspetto esterno naturale |
Presenza di stomia e sacchetto esterno |
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Continenza diurna |
Buona (≈ 70% dei pazienti raggiungono la continenza) |
Non applicabile (urina raccolta nel sacchetto) |
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Continenza notturna |
Più difficile da ottenere (≈ 15% nei primi mesi) |
Non applicabile |
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Tempo chirurgico |
Più lungo |
Più breve |
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Degenza ospedaliera |
Più lunga (≈ 20 giorni in media) |
Più breve (≈ 14 giorni in media) |
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Complicanze |
Simili, ma rischio leggermente maggiore di infezioni urinarie |
Meno infezioni urinarie, ma problemi legati alla stomia |
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Soddisfazione del paziente |
Alta (≈ 90% soddisfatti) |
Buona, ma alcuni pazienti faticano ad accettare la stomia |
In conclusione, per pazienti ben selezionati (buona funzione renale, buona performance fisica), la neovescica ortotopica tipo VIP robotica può offrire migliore qualità della vita, soprattutto in termini di autonomia, funzione emotiva, immagine corporea, funzionamento cognitivo, rispetto al condotto ileale.
Tuttavia, ci possono essere alcuni svantaggi, legati a questa tecnica: tempi chirurgici più lunghi, degenza ospedaliera maggiore, rischio di complicanze specifiche (infezioni, necessità di auto-cateterismo in alcuni casi, continenza notturna più difficile da ottenere).
La scelta dipende molto dal paziente: età, motivazioni, condizioni generali, desiderio di evitare stomia esterna, disponibilità di chirurghi esperti in tecniche robotiche. Solamente un accurato confronto tra medico e paziente può garantire la scelta migliore.



