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Chirurgia per l'incontinenza urinaria e uroginecologia
Sling · TVT-O · Colposacropessi robotica · AMS 800 · Bulking agent

Prof. Mauro Gacci · Urologo · AOU Careggi, Firenze Prenota una visita →

L'incontinenza urinaria e il prolasso degli organi pelvici sono condizioni ad alta prevalenza — interessano il 25–45% delle donne adulte e una quota crescente di uomini, soprattutto dopo prostatectomia radicale — che impattano profondamente sulla qualità di vita. Quando la rieducazione pelvi-perineale e la terapia farmacologica risultano insufficienti, le opzioni chirurgiche offrono soluzioni efficaci e durature, con tecniche mini-invasive oggi di riferimento internazionale.

25–45%Prevalenza nelle donne adulte
50%Uomini dopo prostatectomia radicale
Mini-invasivaLa maggior parte delle procedure

Classificazione dell'incontinenza urinaria e logica terapeutica

L'incontinenza urinaria si distingue in tre forme principali in base al meccanismo fisiopatologico: da sforzo (SUI — stress urinary incontinence), caratterizzata dalla perdita involontaria di urina durante attività che aumentano la pressione addominale (tosse, starnuto, sforzo fisico); da urgenza (OAB — overactive bladder), sostenuta da iperattività del muscolo detrusore con urgenza minzionale imperativa; e mista, che associa entrambe le componenti. La distinzione è clinicamente fondamentale perché le opzioni terapeutiche — farmacologica, riabilitativa e chirurgica — sono specifiche per ciascun tipo.

Il prolasso degli organi pelvici (POP) — discesa della vescica (cistocele), dell'utero, del retto (rettocele) o della cupola vaginale nelle donne già isterectomizzate — è frequentemente associato all'incontinenza da sforzo e richiede un approccio terapeutico che consideri entrambe le condizioni. La colposacropessi è la procedura chirurgica di riferimento per il prolasso di grado avanzato.

Percorso diagnostico. La valutazione pre-operatoria include storia clinica dettagliata e diari minzionali, test del pannolino (pad test), esame neurologico di base, urinocoltura (esclusione di infezione attiva), ecografia pelvica e, nei casi complessi o con precedenti chirurgici, studio urodinamico completo (cistomanometria, profilometria uretrale, UPP). Lo studio urodinamico è obbligatorio prima di qualsiasi procedura chirurgica per incontinenza mista o recidiva.
01
Uomo
Incontinenza da sforzo post-prostatectomia

Sling uretrale maschile
Advance XP · AdVance Male Sling

Riposizionamento e compressione uretrale mediante nastro sintetico retropubico per il trattamento dell'incontinenza da sforzo lieve-moderata post-prostatectomia
Durata procedura
45–60 min
Setting
Day surgery / 1 notte
Anestesia
Spinale / gen.
Catetere post-op
1–2 giorni
Tasso di successo
50–70%
Pad/die indicazione
<3–4 pad/die

Lo sling uretrale maschile (nella versione più diffusa Advance XP, AMS) è un nastro sintetico in polipropilene monofilamento che viene posizionato sotto l'uretra bulbare attraverso tre piccole incisioni perineali. A differenza dello sfintere artificiale, il meccanismo d'azione non è occlusivo ma correttivo: il nastro riposiziona l'uretra membranosa nella sua sede anatomica originale, compensando il deficit di supporto determinato dalla prostatectomia radicale.

È indicato nei pazienti con incontinenza da sforzo lieve-moderata post-prostatectomia (fino a 3–4 pannolini al giorno), con sfintere uretrale residuo funzionante e senza pregressa radioterapia pelvica. La semplicità tecnica rispetto allo sfintere artificiale, l'assenza di componenti meccaniche e il recupero rapido lo rendono la prima scelta nei pazienti con incontinenza non severa.


Indicazioni cliniche

  • Incontinenza da sforzo lieve-moderata post-prostatectomia radicale (<3–4 pad/die)
  • Sfintere uretrale residuo funzionante (dimostrato all'urodinamica)
  • Assenza di pregressa radioterapia pelvica
  • Assenza di stenosi uretrale post-operatoria
  • Paziente con buona compliance e aspettativa di recupero rapido

Fasi principali della procedura

  • Incisione perineale mediana e due incisioni accessorie bilaterali
  • Dissezione del bulbo uretrale e posizionamento dello sling sotto l'uretra bulbare
  • Passaggio degli aghi di posizionamento attraverso le fosse otturatorie
  • Tensionamento calibrato del nastro su calibratore uretrale
  • Verifica della continenza intraoperatoria e chiusura delle incisioni

Recupero rapido

Assenza di componenti meccaniche da gestire. Dimissione in day surgery o dopo una notte. Nessun apprendimento richiesto al paziente.

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Reversibile

In caso di insuccesso o ritenzione, il nastro può essere allentato o rimosso chirurgicamente senza compromettere la possibilità di successivo sfintere artificiale.

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Successo nel paziente giusto

Nei pazienti selezionati con incontinenza lieve-moderata, i tassi di continenza sociale o completa raggiungono il 65–70% a 2 anni.

Nota clinica. Lo sling uretrale non è indicato nei pazienti con incontinenza severa (>4–5 pad/die), con sfintere fibrotico o inattivo all'urodinamica, con storia di radioterapia pelvica (rischio di erosione e infezione del nastro) o con stenosi uretrali. In questi casi lo sfintere urinario artificiale AMS 800 è l'opzione di riferimento. La scelta tra sling e AMS 800 deve essere discussa con il paziente in base al profilo di rischio, al volume di perdita e alle aspettative.
02
Donna
Incontinenza da sforzo femminile

TVT-O e sling medio-uretrale femminile
Tension-free Vaginal Tape — Obturator route

Nastro sintetico tension-free a livello dell'uretra media per il trattamento dell'incontinenza urinaria da sforzo femminile
Durata procedura
20–30 min
Setting
Day surgery
Anestesia
Locale / spinale
Catetere post-op
0–1 giorno
Tasso di successo
80–90%
Ripresa attività
1–2 settimane

Il nastro medio-uretrale (mid-urethral sling) per via trans-otturatoria (TVT-O) è la procedura chirurgica di riferimento per l'incontinenza urinaria da sforzo femminile secondo le linee guida EAU e NICE. Un nastro sintetico in polipropilene monofilamento di tipo 1 viene posizionato senza tensione al di sotto dell'uretra media attraverso due piccole incisioni vaginali e due incisioni cutanee mediali alle cosce, con accesso passante attraverso il forame otturatorio.

Il nastro ricrea il supporto del terzo medio dell'uretra, ripristinando la coaptazione uretrale durante gli sforzi. L'assenza di tensione sul nastro (tension-free) è il principio tecnico fondamentale: il nastro non comprime l'uretra a riposo ma ne stabilizza il terzo medio durante gli incrementi di pressione addominale.


Indicazioni cliniche

  • Incontinenza urinaria da sforzo femminile di grado lieve-severo
  • Insufficienza del supporto uretrale documentata clinicamente o all'urodinamica
  • Fallimento della rieducazione pelvi-perineale dopo adeguato ciclo (≥3 mesi)
  • Incontinenza mista con componente da sforzo predominante

Varianti tecniche disponibili

  • TVT-O (trans-otturatorio) — accesso inside-out per via trans-otturatoria bilaterale. Riduce il rischio di lesioni vescicali rispetto alla via retropubica
  • TVT retropubico — accesso retropubico con ago di Stamey. Indicato in casi selezionati con deficit sfinterico intrinseco
  • Minisling (TVT-Secur, Ophira) — nastro di lunghezza ridotta con ancoraggi fissi. Procedura più breve, indicata in pazienti selezionate

Risultati a lungo termine

Il TVT-O ha una delle più ampie basi di evidenza in chirurgia uroginecologa. I dati di follow-up a 10–15 anni documentano tassi di continenza oggettiva superiori all'80% e tassi di soddisfazione del paziente superiori all'85%. Le complicanze maggiori — perforazione vescicale, erosione del nastro, dolore cronico — sono rare (<2%) con le reti di polipropilene monofilamento tipo 1 di nuova generazione.

Nota clinica. Il TVT-O non è indicato nelle pazienti con incontinenza da urgenza pura o con iperattività detrusoriale non controllata. In questi casi la terapia farmacologica (anticolinergici, beta-3 agonisti) o la neuromodulazione sacrale sono da preferire. L'incontinenza mista richiede uno studio urodinamico pre-operatorio per quantificare le due componenti e definire le aspettative realistiche del trattamento chirurgico.
03
Donna
Prolasso degli organi pelvici — chirurgia robotica

Colposacropessi robotica
Robot-Assisted Sacrocolpopexy

Sospensione della cupola vaginale o dell'utero al legamento longitudinale anteriore del sacro mediante mesh, con approccio robotico mini-invasivo
Durata procedura
90–120 min
Degenza media
2–3 giorni
Anestesia
Generale
Accesso
Robotico Da Vinci Xi
Tasso di successo
90–95%
Ripresa attività
2–4 settimane

La colposacropessi è la procedura chirurgica con i migliori risultati anatomici e funzionali a lungo termine per il trattamento del prolasso apicale della volta vaginale (stadio II–IV) e del prolasso uterino. Consiste nel fissare la cupola vaginale (nelle donne già isterectomizzate) o il collo dell'utero al legamento longitudinale anteriore del sacro (S1–S2) mediante una mesh in polipropilene che ripristina il supporto apicale della parete vaginale posteriore e anteriore.

L'approccio robotico con sistema Da Vinci Xi consente di eseguire questa procedura attraverso 4–5 piccole incisioni addominali, con visione tridimensionale ad alta definizione nella pelvi profonda. Rispetto alla colposacropessi aperta, l'approccio robotico riduce la perdita di sangue, la degenza e il dolore post-operatorio mantenendo equivalenza anatomica e funzionale documentata nei trial randomizzati.


Indicazioni cliniche

  • Prolasso apicale (cupola vaginale o utero) stadio II–IV (POP-Q)
  • Cistocele di grado significativo in associazione al prolasso apicale
  • Recidiva dopo chirurgia vaginale per prolasso
  • Pazienti sessualmente attive (preservazione anatomia vaginale)
  • Pazienti con incontinenza da sforzo associata (sling concomitante)
  • Prolasso sintomatico con impatto sulla qualità di vita documentato

Fasi principali della procedura

  • Docking del robot, accesso al retroperitoneo e apertura del promontorio sacrale
  • Dissezione dello spazio vescico-vaginale e retto-vaginale
  • Posizionamento delle mesh su parete vaginale anteriore e posteriore
  • Ancoraggio al legamento longitudinale anteriore del sacro con punti non riassorbibili
  • Peritonizzazione della mesh e chiusura dello spazio retroperitoneale
  • Sling medio-uretrale concomitante (se incontinenza da sforzo associata)

Isteropessi vs colposacropessi post-isterectomia

In presenza di prolasso uterino, la colposacropessi può essere preceduta da isterectomia laparoscopica-robotica nello stesso atto operatorio, oppure, nelle pazienti che desiderano preservare l'utero, può essere eseguita come isteropessi sacrale — sospensione dell'utero al sacro mantenendo l'organo in sede. L'isteropessi è un'opzione emergente supportata da dati favorevoli in pazienti selezionate, con risultati anatomici equivalenti e minore morbidità rispetto all'isterectomia contestuale.

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Visione robotica nella pelvi profonda

La visione 3D ×10 e la libertà di movimento degli strumenti rendono l'approccio robotico superiore alla laparoscopia convenzionale nella pelvi profonda.

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Risultati anatomici duraturi

Tasso di correzione anatomica superiore al 90% a 5 anni, significativamente più alto rispetto alla chirurgia vaginale con punti di sospensione.

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Concomitanza con sling

Lo sling medio-uretrale può essere posizionato nella stessa seduta operatoria se è presente incontinenza da sforzo associata al prolasso.

Nota clinica. La colposacropessi richiede l'utilizzo di mesh sintetica, soggetta alla regolamentazione europea sui dispositivi medici (MDR 2017). Le mesh di polipropilene tipo 1 monofilamento utilizzate in via addominale (non vaginale) mantengono il profilo di sicurezza documentato dalla letteratura. Le complicanze specifiche includono: spondilodiscite sacrale da sutura (rara, <0,5%), erosione della mesh (1–3%), disfunzione intestinale da trazione sul mesosigma. La valutazione funzionale del pavimento pelvico (urodinamica, defecografia) è raccomandata nei casi complessi prima della pianificazione chirurgica.
04
Uomo · Donna
Sfintere urinario artificiale

Sfintere urinario artificiale AMS 800
Artificial Urinary Sphincter — AMS 800™

Dispositivo idraulico impiantabile per la gestione dell'incontinenza urinaria da sforzo severa da insufficienza sfinterica intrinseca
Durata procedura
60–90 min
Degenza media
2–3 giorni
Anestesia
Spinale / gen.
Attivazione
4–6 settimane
Tasso di successo
70–90%
Durata dispositivo
10–15 anni

Lo sfintere urinario artificiale AMS 800 (Boston Scientific) è il gold standard chirurgico per il trattamento dell'incontinenza urinaria da sforzo severa da insufficienza sfinterica intrinseca, sia nell'uomo che nella donna. È un dispositivo idraulico tricomponente — cuffia periuretrale, pompa scrotale o labiale, reservoir di pressione retropubico — che riproduce il meccanismo di apertura e chiusura dello sfintere uretrale naturale.

Il sistema mantiene la cuffia periuretrale costantemente gonfia (uretra chiusa) grazie alla pressione del reservoir. Per urinare, il paziente comprime la pompa nel sacchetto scrotale o nel grande labbro: il liquido si trasferisce dal reservoir alla pompa, la cuffia si sgonfia e l'uretra si apre per 2–3 minuti, consentendo la minzione. Dopo questo intervallo, la cuffia si rigonfia automaticamente per trasferimento passivo del liquido.


Indicazioni cliniche

  • Incontinenza severa post-prostatectomia radicale (>4–5 pad/die) — indicazione principale nell'uomo
  • Incontinenza da sforzo femminile con insufficienza sfinterica intrinseca documentata all'urodinamica (MUCP <20 cmH₂O)
  • Fallimento di procedure precedenti (sling, TVT-O) per incontinenza
  • Incontinenza da mielodisplasia, trauma spinale o altre cause neurologiche
  • Incontinenza da radioterapia pelvica (con cuffia a pressione ridotta e protocollo dedicato)

Fasi principali della procedura

  • Incisione perineale (uomo) o vaginale + addominale (donna)
  • Dissezione circolare dell'uretra bulbare (uomo) o del collo vescicale (donna)
  • Posizionamento e gonfiaggio della cuffia periuretrale alla misura corretta
  • Posizionamento del reservoir retropubico e della pompa scrotale/labiale
  • Connessione dei componenti e test di funzionamento intraoperatorio
  • Disattivazione del dispositivo alla dimissione (attivazione a 4–6 settimane)

L'AMS 800 è l'unico dispositivo impiantabile per l'incontinenza con oltre 40 anni di follow-up clinico documentato in letteratura. Le revisioni sistematiche documentano tassi di continenza sociale (0–1 pad/die) superiori al 70–80% a 5 anni e tassi di soddisfazione del paziente dell'85–90%.

Apprendimento e gestione del dispositivo

A differenza dello sling, l'AMS 800 richiede che il paziente apprenda a utilizzare la pompa per aprire lo sfintere prima di urinare. Questa gestione attiva è accessibile alla quasi totalità dei pazienti, inclusi anziani con adeguata coordinazione manuale. Il training viene effettuato al momento dell'attivazione del dispositivo (4–6 settimane dopo l'impianto).

Nota clinica. Le complicanze principali dell'AMS 800 includono: infezione del dispositivo (2–5%, gestita con espianto e re-impianto differito), erosione uretrale (3–5%, più frequente nei pazienti irradiati), disfunzione meccanica (10–15% a 10 anni, risolta con sostituzione del componente). La presenza di pregressa radioterapia pelvica aumenta significativamente il rischio di erosione: in questi casi si utilizzano cuffie a pressione ridotta (61–70 cmH₂O) e tecniche di posizionamento trans-corporale. L'AMS 800 non modifica la capacità orgasmica né la funzione erettile.
05
Donna · Uomo
Terapia iniettiva periuretrale

Bulking agent periuretrale
Iniezione di agenti volumizzanti per via endoscopica

Aumento del volume periuretrale mediante iniezione sottoepiteliale di agenti volumizzanti biodegradabili o permanenti per via cistoscopica
Durata procedura
15–30 min
Setting
Ambulatoriale
Anestesia
Locale
Catetere post-proc.
Spesso non necessario
Tasso di successo
40–60%
Ripetibilità

I bulking agent (agenti volumizzanti periuretrali) sono sostanze iniettate per via endoscopica nelle pareti dell'uretra prossimale o del collo vescicale con l'obiettivo di aumentare la resistenza uretrale e migliorare la coaptazione mucosale durante gli sforzi. La procedura viene eseguita in cistoscopia con ago dedicato per via transuretrale o periuretrale, in regime ambulatoriale con sola anestesia locale.

I principali agenti attualmente disponibili in Europa sono: idrogel di polidimetilsilossano (Macroplastique), microsfere di carbonio (Durasphere), acido ialuronico con destronosio (Deflux, in uscita progressiva), e gel di poliacrilamide (Bulkamid). Il Bulkamid — gel di polidimetilacrilamide al 2,5% in acqua — è oggi l'agente di riferimento grazie al profilo di biocompatibilità, alla facilità di iniezione e alla ripetibilità della procedura.


Indicazioni cliniche

  • Incontinenza da sforzo femminile lieve-moderata con insufficienza sfinterica intrinseca
  • Pazienti con controindicazioni chirurgiche all'anestesia generale o spinale
  • Pazienti anziane con fragilità che esclude procedure più invasive
  • Incontinenza da sforzo post-prostatectomia lieve, in alternativa o complemento allo sling
  • Pazienti che rifiutano dispositivi impiantabili permanenti
  • Incontinenza residua dopo sling o TVT-O non completamente efficaci

Fasi principali della procedura

  • Anestesia locale intrauretrale con gel di lidocaina
  • Introduzione cistoscopio rigido o flessibile
  • Iniezione sottoepiteliale a ore 3, 9 e/o 12 a livello del collo vescicale
  • Verifica endoscopica della coaptazione mucosale
  • Dimissione immediata
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Completamente ambulatoriale

Nessuna anestesia generale, nessun ricovero, nessun catetere. Il paziente torna alle proprie attività nello stesso giorno.

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Ripetibile nel tempo

L'effetto può ridursi nel tempo per migrazione o riassorbimento parziale dell'agente. La procedura è ripetibile senza limitazioni tecniche.

🔒

Non compromette altre opzioni

Il bulking agent non preclude il successivo posizionamento di sling, TVT-O o AMS 800 in caso di risultato insoddisfacente.

Nota clinica. I tassi di successo dei bulking agent (continenza completa o miglioramento significativo) sono documentati nel range del 40–60% a 12 mesi, con declino progressivo nel tempo, inferiori a tutte le procedure chirurgiche impiantabili. Il loro posizionamento nella strategia terapeutica è pertanto come opzione di seconda linea nei pazienti non candidabili a chirurgia, o come complemento dopo procedure primarie parzialmente efficaci. L'utilizzo come trattamento di prima scelta è da riservare a specifici profili di paziente dopo adeguata discussione delle aspettative.

Le cinque procedure a confronto

La scelta terapeutica dipende dal sesso del paziente, dal tipo e dalla severità dell'incontinenza, dalla presenza di prolasso associato e dall'idoneità alle diverse opzioni anestesiologiche.

Procedura Sesso Indicazione principale Setting Tasso successo Durata effetto
Sling maschile (Advance XP) Uomo IUS post-prostatectomia lieve-moderata (<4 pad/die) Day surgery 50–70% Permanente
TVT-O / Sling medio-uretrale Donna IUS femminile — qualsiasi grado Day surgery 80–90% Permanente
Colposacropessi robotica Donna Prolasso apicale stadio II–IV ± cistocele 2–3 notti 90–95% Permanente
Sfintere artificiale AMS 800 Uomo · Donna IUS severa, insufficienza sfinterica intrinseca 2–3 notti 70–90% 10–15 anni (meccanico)
Bulking agent (Bulkamid) Donna · Uomo IUS lieve, paziente non candidabile a chirurgia Ambulatoriale 40–60% Variabile, declino nel tempo

IUS: incontinenza urinaria da sforzo. I tassi di successo si riferiscono a casistiche di centri specializzati ad alto volume. La scelta della procedura è sempre individualizzata e concordata con il paziente dopo studio urodinamico.

FAQ

Il recupero spontaneo della continenza dopo prostatectomia radicale è frequente nei primi 12 mesi: circa il 50% dei pazienti recupera una continenza sociale (0–1 pannolino al giorno) entro 6 mesi, e un'ulteriore quota entro 12 mesi. Il recupero dipende dall'età, dalla tecnica nerve-sparing, dalla funzione dello sfintere pre-operatoria e dalla qualità dell'anastomosi. La rieducazione pelvi-perineale accelera il recupero. Se dopo 12 mesi il controllo urinario è ancora insufficiente, la valutazione urologica per una soluzione chirurgica è indicata.
Le controversie sulle mesh riguardano principalmente le reti vaginali per il prolasso (non più raccomandate per via vaginale in molti paesi). Il nastro medio-uretrale per l'incontinenza — TVT-O e varianti — è una procedura distinta, con un profilo di sicurezza a lungo termine ampiamente documentato: oltre 2 milioni di procedure eseguite in 25 anni, con tassi di complicanze gravi inferiori al 2%. Le linee guida EAU, NICE e AUGS mantengono il nastro medio-uretrale come gold standard per la chirurgia dell'incontinenza da sforzo femminile.
La cuffia periuretrale e il reservoir sono completamente interni e non percepibili dall'esterno. La pompa nel sacchetto scrotale è palpabile ma di dimensioni molto ridotte e non visibile attraverso la cute. Nella donna, la pompa viene posizionata nel grande labbro ed è del tutto discreta. La maggior parte dei pazienti riferisce che il dispositivo non è percepito nella vita quotidiana né durante i rapporti sessuali. L'aspetto estetico è preservato completamente.
Il percorso diagnostico standard include: anamnesi dettagliata con diario minzionale (3 giorni), pad test nelle 24 ore, esame obiettivo con valutazione del pavimento pelvico, urinocoltura (esclusione di infezione attiva), ecografia pelvica e post-minzionale. Nei casi di incontinenza mista, recidiva o antecedenti chirurgici pelvici, lo studio urodinamico completo — cistomanometria, profilo pressorio uretrale, elettromiografia sfinterica — è obbligatorio per orientare correttamente la scelta terapeutica e definire aspettative realistiche.
Sì, ed è spesso l'approccio preferibile. Nelle donne con prolasso apicale e incontinenza da sforzo associata, la colposacropessi robotica e il posizionamento del nastro medio-uretrale possono essere eseguiti nella stessa seduta operatoria, riducendo il numero di procedure e di anestesie. Questa strategia combinata richiede una pianificazione pre-operatoria accurata con studio urodinamico e valutazione uroginecologica completa, ma offre un risultato funzionale complessivo superiore rispetto al trattamento sequenziale delle due condizioni.
Mauro Gacci urologo Firenze
20+Anni di esperienza urologica
AOU CareggiCentro di riferimento regionale
UroginecologiaAmbulatorio multidisciplinare dedicato
200+Pubblicazioni su riviste indicizzate

Prof. Mauro Gacci

Il Professor Mauro Gacci è Professore Associato di Urologia presso l'Università degli Studi di Firenze e Dirigente Medico presso l'AOU Careggi. L'uroginecologia e la chirurgia dell'incontinenza urinaria sono tra i principali campi della sua attività specialistica, con esperienza diretta in tutte le procedure descritte: sling maschile, TVT-O, colposacropessi robotica, sfintere urinario artificiale AMS 800 e bulking agent.

Il Prof. Mauro Gacci è primo autore delle Linee Guida della European Association of Urology (EAU) sull'incontinenza urinaria maschile, pubblicate sulla rivista internazionale European Urology con il titolo European Association of Urology Guidelines on Male Urinary Incontinence. Le Linee Guida forniscono raccomandazioni basate sulle migliori evidenze disponibili per la diagnosi e il trattamento delle diverse forme di incontinenza urinaria maschile, includendo sia le terapie conservative e farmacologiche sia le principali opzioni chirurgiche.

Riferimento scientifico: Gacci M, Sakalis VI, Karavitakis M, et al. European Association of Urology Guidelines on Male Urinary Incontinence. European Urology. 2022;82(4):387–398. PMID: 35697561. DOI: 10.1016/j.eururo.2022.05.012.

Il percorso uroginecologico di AOU Careggi è gestito in un contesto multidisciplinare che include urologi, ginecologi, fisioterapisti del pavimento pelvico e radiologi, con discussione collegiale dei casi complessi. La valutazione urodinamica è disponibile internamente e integra ogni percorso di chirurgia funzionale del basso tratto urinario.

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