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Chirurgia andrologica
Fimosi · Frenulo · Varicocele · Idrocele · Orchiectomia · Protesi peniena

Prof. Mauro Gacci · Urologo · AOU Careggi, Firenze Prenota una visita →

L'andrologia chirurgica comprende un insieme di procedure elettive e urgenti per la gestione delle patologie genitali maschili, con impatto diretto sulla qualità di vita, sulla fertilità e sulla funzione sessuale. Si tratta in larga parte di interventi di breve durata, eseguibili in regime di day surgery o ambulatoriale, con recupero rapido e risultati funzionali documentati dalla letteratura scientifica.

Day surgeryLa maggior parte delle procedure
Anestesia localePossibile per gli interventi minori
FertilitàPreservata o migliorata in molti casi

L'andrologia chirurgica: ambito e indicazioni

La chirurgia andrologica si occupa delle patologie chirurgiche dell'apparato genitale maschile non oncologiche — o con componente oncologica limitata, come nel caso dell'orchiectomia radicale per tumore del testicolo. Le indicazioni spaziano dalla correzione di condizioni anatomiche congenite o acquisite (fimosi, idrocele) al trattamento di patologie con impatto sulla fertilità (varicocele), fino alle procedure riabilitative della funzione erettile (protesi peniena).

La valutazione andrologica preoperatoria è fondamentale per inquadrare correttamente il paziente, escludere patologie associate e scegliere la tecnica chirurgica più adatta. In molti casi è opportuna una consulenza multidisciplinare che includa l'endocrinologo, il ginecologo del partner (nei contesti di infertilità di coppia) o il medico di medicina sessuale.

Nota generale. Tutte le procedure descritte in questa pagina sono eseguibili in anestesia spinale o, per gli interventi minori, in anestesia locale con sedazione. Il regime di day surgery è applicabile alla quasi totalità degli interventi, con dimissione nelle ore successive. I tempi di recupero e ripresa dell'attività sessuale vengono definiti individualmente in base alla procedura e alle caratteristiche del paziente.
01
Chirurgia del prepuzio e del frenulo

Correzione di fimosi e frenulo breve

Circoncisione, plastica prepuziale e frenuloplastica per il ripristino della funzione anatomica e sessuale
Durata procedura
20–40 min
Setting
Day surgery / ambulat.
Anestesia
Locale / spinale
Ripresa attività
5–7 giorni
Ripresa sessuale
4–6 settimane

La fimosi è la condizione in cui il prepuzio non può essere retratto completamente sul glande per la presenza di un anello fibro-cicatriziale stenotico. Può essere congenita — fisiologica nei bambini piccoli, patologica nell'adulto — o acquisita, secondaria a balaniti ricorrenti, lichen sclerosus o traumi. Il frenulo breve è invece la brevità del frenulo prepuziale, la piega mucosa che connette il prepuzio alla superficie ventrale del glande, che determina dolore, limitazione della retrazione prepuziale e, nei casi più severi, lacerazione durante il rapporto sessuale.


Circoncisione Fimosi serrata

Rimozione chirurgica completa del prepuzio. È la procedura definitiva per la fimosi, con eliminazione completa del problema e azzeramento del rischio di recidiva. Indicata nei casi di fimosi serrata, lichen sclerosus esteso al prepuzio, balaniti ricorrenti o preferenza del paziente.

La sutura è riassorbibile. L'aspetto estetico del glande è definitivamente esposto.

Plastica prepuziale Fimosi lieve-moderata

Incisione e rimodellamento del prepuzio con tecnica di allargamento dell'anello stenotico, preservando il prepuzio. Indicata nelle fimosi di grado lieve-moderato in pazienti che desiderano conservare il prepuzio. Il rischio di recidiva è superiore alla circoncisione.

Recupero leggermente più rapido rispetto alla circoncisione completa.

Frenuloplastica Frenulo breve

Allungamento chirurgico del frenulo breve mediante incisione trasversale e sutura longitudinale (tecnica di Z-plastica o Y-V). Preserva integralmente il prepuzio e il frenulo, modificandone solo la lunghezza. Indicata nel frenulo breve isolato senza fimosi associata.

Procedura di brevissima durata, eseguibile in anestesia locale.

Frenulectomia Frenulo breve con lacerazioni

Rimozione completa del frenulo breve, indicata nei casi di frenulo con lacerazioni pregresse, fibrosi cicatriziale o in associazione alla circoncisione. Risultato definitivo, senza rischio di recidiva.

Può determinare una lieve riduzione della sensibilità locale nella zona frenulare.

Nota clinica. Prima di procedere alla correzione chirurgica della fimosi nell'adulto, è indicata una biopsia prepuziale in presenza di lesioni biancastre sospette per lichen sclerosus (balanite sclero-atrofica), al fine di escludere displasia o carcinoma squamocellulare del pene in stadio iniziale. Il lichen sclerosus esteso richiede follow-up dermatologico a lungo termine anche dopo la circoncisione.
02
Infertilità maschile e andrologia

Varicocelectomia
Legatura microchirurgica delle vene spermatiche

Correzione chirurgica del varicocele mediante approccio microchirurgico subinguinale per il miglioramento dei parametri seminali e della funzione testicolare
Durata procedura
30–60 min
Setting
Day surgery
Anestesia
Spinale / locale
Ripresa lavoro
5–7 giorni
Miglioramento sperma
3–6 mesi
Tecnica preferenziale
Microchirurgica

Il varicocele è la dilatazione varicosa delle vene del plesso pampiniforme che drenano il testicolo, presente nel 15% della popolazione maschile generale e nel 35–40% degli uomini con infertilità primaria. Il meccanismo eziopatogenetico principale è l'ipertermia testicolare da stasi venosa, che altera la spermatogenesi, riduce la produzione di testosterone e causa atrofia testicolare progressiva nei casi non trattati.

La varicocelectomia microchirurgica subinguinale è oggi la tecnica di riferimento. Attraverso una piccola incisione di 2–3 cm a livello inguinale, con ausilio del microscopio operatore, vengono identificate e legate selettivamente tutte le vene dilatate (tipicamente 8–15), preservando l'arteria testicolare, i linfatici e il deferente. La preservazione arteriosa e linfatica è la ragione per cui la microchirurgia è superiore alle tecniche laparoscopica e aperta convenzionale.


Indicazioni cliniche

  • Varicocele clinicamente palpabile (grado II–III) con alterazione seminale documentata
  • Infertilità di coppia con fattore maschile e varicocele associato
  • Varicocele con ipotrofia testicolare progressiva (anche in adolescente)
  • Dolore scrotale cronico correlato al varicocele
  • Ipogonadismo con bassi livelli di testosterone e varicocele

Risultati attesi

  • Miglioramento della concentrazione spermatica nel 60–70% dei casi
  • Miglioramento della motilità e morfologia spermatica
  • Tasso di gravidanza spontanea del 30–40% a 12 mesi
  • Incremento del testosterone sierico nel 70% dei pazienti ipogonadici
  • Riduzione o scomparsa del dolore scrotale nell'80% dei casi sintomatici
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Microchirurgia subinguinale

La tecnica microchirurgica garantisce il più basso tasso di recidiva (<1%) e di complicanze (idrocele post-op <1%) rispetto a tutti gli altri approcci.

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Recupero della fertilità

I parametri seminali migliorano progressivamente nell'arco di 3–6 mesi, tempo necessario per il completamento di un ciclo spermatogenetico.

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Testosterone e ipogonadismo

La varicocelectomia è indicata anche come trattamento dell'ipogonadismo da varicocele, con incremento documentato del testosterone in una quota significativa di pazienti.

Nota clinica. L'indicazione alla varicocelectomia deve essere sempre basata sulla combinazione di varicocele clinicamente rilevabile, alterazione seminale documentata e coppia che desidera una gravidanza. Il varicocele subclinico (evidenziabile solo all'eco-Doppler ma non palpabile) non ha indicazione chirurgica consolidata secondo le linee guida EAU. Il work-up preoperatorio include spermiogramma con morfologia, eco-Doppler scrotale, dosaggio ormonale (FSH, LH, testosterone totale) e cariotipo nei casi di oligozoospermia severa.
03
Chirurgia scrotale

Idrocelectomia
Correzione chirurgica dell'idrocele testicolare

Rimozione della raccolta di liquido nella tunica vaginale con eversione o resezione della sacca idrocelettica
Durata procedura
30–45 min
Setting
Day surgery
Anestesia
Spinale / locale
Ripresa lavoro
5–7 giorni
Recidiva chirurgica
<5%

L'idrocele è l'accumulo di liquido sieroso nello spazio tra i due foglietti della tunica vaginale che avvolge il testicolo. Può essere primitivo (idiopatico, più frequente nell'adulto anziano) o secondario a epididimo-orchiti, traumi, torsione, tumori o interventi chirurgici pregressi. L'idrocele secondario richiede sempre l'esclusione di una patologia testicolare sottostante con ecografia scrotale prima del trattamento.

L'idrocelectomia è indicata quando l'idrocele causa disagio, dolore, difficoltà nei rapporti sessuali o limitazioni nelle attività quotidiane, o quando le dimensioni sono tali da impedire l'esame clinico del testicolo. La semplice aspirazione percutanea non è raccomandata per l'alto tasso di recidiva (80–90%).


Decorso post-operatorio

  • Edema e ecchimosi scrotale per 2–4 settimane (atteso e fisiologico)
  • Sieroma post-operatorio transitorio nel 10–20% dei casi
  • Utilizzo di sospensorio scrotale per 2–3 settimane
  • Ripresa dell'attività fisica leggera in 7–10 giorni
  • Ripresa dell'attività sessuale in 3–4 settimane
Nota clinica. La comparsa rapida di un idrocele monolaterale in un adulto giovane, specialmente se associata a tensione o indolenzimento testicolare, richiede sempre un'ecografia scrotale urgente per escludere un tumore del testicolo. Il 5–10% degli idroceli secondari è associato a neoplasia testicolare. L'idrocelectomia non deve mai essere eseguita senza una valutazione ecografica pre-operatoria del testicolo omolaterale.
04
Oncologia testicolare

Orchiectomia radicale
Rimozione chirurgica del testicolo per via inguinale

Procedura oncologica di prima linea per il tumore del testicolo, con accesso inguinale e legatura alta del funicolo spermatico
Durata procedura
30–45 min
Setting
Day surgery / 1 notte
Anestesia
Spinale / gen.
Accesso
Inguinale
Guarigione (stadio I)
>99%

Il tumore del testicolo è la neoplasia solida più frequente nei maschi tra i 15 e i 40 anni. In circa il 95% dei casi origina dalle cellule germinali (seminoma e non-seminoma). La diagnosi si basa sull'esame clinico, sull'ecografia scrotale ad alta frequenza e sui marcatori tumorali sierici (AFP, β-hCG, LDH). L'orchiectomia radicale inguinale è il primo atto terapeutico obbligatorio, sia a scopo diagnostico-istologico che terapeutico, indipendentemente dallo stadio della malattia.

L'accesso inguinale è mandatorio: evita la contaminazione dei vasi linfatici scrotali, che drenano ai linfonodi inguinali anziché retroperitoneali, e consente la legatura alta del funicolo spermatico all'anello inguinale interno prima di mobilizzare il testicolo. La via scrotale è controindicata per il rischio di alterare il drenaggio linfatico e di modificare la stadiazione e la strategia terapeutica.


Indicazioni

  • Tumore testicolare a cellule germinali (seminoma e non-seminoma) in qualsiasi stadio, e tumori non germinali
  • Massa testicolare con marcatori positivi (AFP, β-hCG, LDH)
  • Massa testicolare indeterminata all'ecografia in paziente con fattori di rischio
  • Orchiectomia palliativa nel tumore prostatico metastatico (orchiectomia bilaterale) come castrazione chirurgica
  • Testicolo atrofico con microcalcificazioni e marcatori in progressione
  • Testicolo ischemico dopo torsione prolungata del funicolo spermatico ("testicolo torto")

Fasi principali della procedura

  • Incisione inguinale di 4–5 cm sopra il legamento inguinale
  • Isolamento e legatura alta del funicolo spermatico all'anello inguinale interno
  • Mobilizzazione del testicolo dallo scroto attraverso l'incisione inguinale
  • Sezione del funicolo e consegna del pezzo operatorio in blocco
  • Posizionamento opzionale di protesi testicolare in silicone nella stessa seduta

Protesi testicolare contestuale

Il posizionamento di una protesi testicolare in silicone nella stessa seduta operatoria è possibile nella maggior parte dei casi e deve essere discusso con il paziente prima dell'intervento. La protesi ha esclusiva valenza estetica e psicologica — non ha funzione endocrina né riproduttiva — ma è documentato un significativo beneficio sull'immagine corporea e sulla qualità di vita nei pazienti che la scelgono.

Stadiazione e trattamento successivo

Dopo l'orchiectomia, la stadiazione del tumore prevede TC torace-addome-pelvi con mezzo di contrasto, rivalutazione dei marcatori sierici a distanza di giorni dall'intervento e, nei non-seminomi, eventuale PET-TC. In base allo stadio (I, IIA–C, III) e all'istologia (seminoma vs non-seminoma), il trattamento successivo può prevedere sorveglianza attiva, radioterapia (seminoma stadio I–IIA), chemioterapia a base di BEP o linfoadenectomia retroperitoneale (RPLND).

Nota clinica. Il crioconservazione del liquido seminale prima dell'orchiectomia è raccomandata a tutti i pazienti in età fertile, indipendentemente dallo stadio, poiché la chemioterapia successiva può compromettere temporaneamente o definitivamente la spermatogenesi.
05
Riabilitazione erettile chirurgica

Posizionamento di protesi peniena
Penile Prosthesis Implantation

Soluzione chirurgica definitiva per la disfunzione erettile organica refrattaria ai trattamenti farmacologici
Durata procedura
60–90 min
Degenza media
1–2 giorni
Anestesia
Spinale / gen.
Attivazione protesi
4–6 settimane
Soddisfazione paziente
>90%
Durata del dispositivo
10–15 anni

La protesi peniena è il trattamento chirurgico della disfunzione erettile organica grave, refrattaria alla terapia farmacologica orale (inibitori della PDE5), alle iniezioni intracavernose e agli altri trattamenti conservativi. Rappresenta la terza linea terapeutica della disfunzione erettile ed è considerata il trattamento con il più alto tasso di soddisfazione del paziente tra tutti gli interventi urologici — superiore al 90% nelle grandi casistiche.

Il dispositivo viene impiantato all'interno dei corpi cavernosi del pene attraverso un'incisione periscrotale o sottopubica. Esistono due tipologie principali di protesi: semirigide (malleabili) e idrauliche tricomponenti. Le protesi idrauliche a tre componenti sono il gold standard, in quanto consentono un'erezione molto simile all'erezione naturale e un ritorno alla flaccidità completa nella fase di riposo.


Protesi idraulica tricomponente Gold standard

Composta da due cilindri intracavernosi, un reservoir di liquido posizionato retropubicamente e una pompa nel sacchetto scrotale. Il paziente gonfia i cilindri premendo la pompa scrotale, producendo un'erezione fisiologica, e li sgonfia premendo la valvola di deflazione.

Offre il risultato estetico e funzionale migliore. Indicata in tutti i pazienti idonei. Le protesi di ultima generazione (AMS 700 CX, Coloplast Titan) hanno una durabilità media di 10–15 anni.

Protesi semirigida (malleabile) Casi selezionati

Due cilindri rigidi e malleabili introdotti nei corpi cavernosi. Non richiede pompa né reservoir. Il pene è sempre in uno stato di semierezione; il paziente lo orienta manualmente verso il basso per il riposo o verso l'alto per il rapporto.

Indicata in pazienti anziani, con manualità ridotta, con precedenti chirurgici pelvici complessi o in contesti in cui la semplicità del dispositivo è prioritaria.

Indicazioni al posizionamento

Indicazioni principali

  • Disfunzione erettile organica refrattaria agli inibitori della PDE5 a dosaggio massimale ed al trattamento intracavernoso con prostaglandine
  • Post-prostatectomia radicale con mancato recupero della funzione erettile a 2 anni
  • Disfunzione erettile da malattia di Peyronie con deformità severa
  • Disfunzione erettile da priapismo ischemico con fibrosi cavernosa
  • Disfunzione erettile in paziente con controindicazioni ai trattamenti farmacologici con inibitori delle fosfodiesterasi (cardiopatia grave, terapia con nitrati)

Fasi principali della procedura

  • Incisione periscrotale o infrapubica con preparazione dei corpi cavernosi
  • Dilatazione dei corpi cavernosi con dilatatori calibrati
  • Misurazione e selezione della taglia dei cilindri
  • Posizionamento dei cilindri, reservoir scrotale e pompa (protesi idraulica)
  • Test di gonfiaggio intraoperatorio e chiusura con antibioticoprofilassi locale

Soddisfazione >90%

Il tasso di soddisfazione del paziente e del partner è il più alto tra tutti gli interventi urologici nelle casistiche internazionali.

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Risultato definitivo

Una volta posizionata, la protesi garantisce una risposta erezione-riposo affidabile e immediata, non dipendente da farmaci o stimoli vascolari.

Durata 10–15 anni

Le protesi di ultima generazione hanno una sopravvivenza meccanica del 90% a 10 anni. La revisione o sostituzione, se necessaria, è chirurgicamente gestibile.

Nota clinica. Il posizionamento di una protesi peniena non modifica la sensibilità del glande, la capacità orgasmica né l'eiaculazione. Non ripristina la produzione di testosterone. La scelta della protesi deve tenere conto dell'anatomia del paziente, della storia chirurgica pelvica e della compliance prevista con il dispositivo. L'infezione periprotesica (<2% nei centri esperti con protocollo antibiotico dedicato) è la complicanza più grave e può richiedere la rimozione del dispositivo. L'utilizzo di protesi con rivestimento antibiotico (InhibiZone, Titan OTR) ha ridotto ulteriormente l'incidenza infettiva.

Le cinque procedure in breve

Panoramica clinica delle principali caratteristiche operative e del percorso post-chirurgico per ciascuna procedura andrologica.

Procedura Setting / Degenza Anestesia Ripresa lavoro Ripresa sessuale Fertilità
Circoncisione / Frenuloplastica Day surgery / ambulat. Locale / spinale 5–7 giorni 4–6 settimane Non influenzata
Varicocelectomia microchirurgica Day surgery Spinale / locale 5–7 giorni 3–4 settimane Migliorata (60–70%)
Idrocelectomia Day surgery Spinale / locale 5–7 giorni 3–4 settimane Non influenzata
Orchiectomia radicale Day surgery / 1 notte Spinale / gen. 7–14 giorni 3–4 settimane Crioconservazione pre-op raccomandata
Protesi peniena idraulica 1–2 notti ricovero Spinale / gen. 2–3 settimane 4–6 settimane (attivazione) Non influenzata

I tempi indicati sono orientativi. La ripresa delle attività viene sempre concordata con il chirurgo in base all'andamento individuale del recupero.

FAQ

La letteratura scientifica non documenta una riduzione clinicamente significativa della funzione sessuale o della soddisfazione dopo circoncisione nell'adulto. La sensibilità del glande può subire una lieve modificazione nel periodo post-operatorio, per l'adattamento progressivo alla esposizione diretta. La maggior parte dei pazienti circoncisi per fimosi sintomatica riporta un miglioramento della qualità dell'attività sessuale dopo la guarigione, per l'eliminazione del dolore o del disagio da retrazione prepuziale incompleta.
Nella grande maggioranza dei casi sì. Un testicolo controlaterale sano è sufficiente a mantenere una spermatogenesi adeguata e livelli di testosterone normali. Tuttavia, la chemioterapia post-orchiectomia può compromettere temporaneamente o definitivamente la spermatogenesi, motivo per cui la crioconservazione del liquido seminale prima dell'intervento è raccomandata a tutti i pazienti in età fertile. Il tasso di paternità nei lungosopravviventi da tumore del testicolo è sovrapponibile a quello della popolazione generale.
Il tasso di recidiva dipende fortemente dalla tecnica chirurgica utilizzata. Con la varicocelectomia microchirurgica subinguinale — la tecnica di riferimento — il tasso di recidiva è inferiore all'1–2%, significativamente più basso rispetto all'approccio laparoscopico (3–5%) e alla legatura retroperitoneale aperta (10–15%). La recidiva è solitamente legata alla presenza di vene accessorie non identificate durante il primo intervento.
Nel paziente non eretto (fase di riposo), le protesi idrauliche moderne sono praticamente invisibili e impercepibili. La pompa nel sacchetto scrotale è palpabile ma di dimensioni ridotte. In fase eretta, l'aspetto è del tutto fisiologico. Le cicatrici chirurgiche — periscrotale o infrapubica — sono minime e si retraggono nel tempo. La maggior parte dei pazienti riferisce che il partner non è in grado di distinguere la protesi da un'erezione naturale.
La protesi peniena è indicata esattamente in questo scenario: disfunzione erettile organica refrattaria agli inibitori della PDE5 (sildenafil, tadalafil, vardenafil) a dosaggio massimale e in condizioni ottimali di somministrazione. Prima di considerare la protesi, il work-up include la valutazione della causa della disfunzione erettile, la verifica dell'assenza di ipogonadismo non trattato e, se indicata, la prova con iniezioni intracavernose di prostaglandina E1. La visita andrologica dedicata è il punto di partenza obbligato per valutare l'idoneità e scegliere il tipo di dispositivo più adatto.
L'idrocele primitivo dell'adulto tende a persistere e, nella maggior parte dei casi, ad aumentare progressivamente di volume nel tempo. La risoluzione spontanea è rara. La semplice aspirazione percutanea offre un sollievo temporaneo ma comporta un tasso di recidiva superiore all'80% a 6 mesi ed è associata a rischio di infezione e di ematoma. La chirurgia è l'unico trattamento con efficacia duratura. L'indicazione operatoria viene posta quando le dimensioni o il disagio causato dall'idrocele giustificano l'intervento.
Mauro Gacci urologo Firenze
20+Anni di esperienza urologica
AOU CareggiCentro di riferimento regionale
200+Pubblicazioni su riviste indicizzate
AndrologiaAmbulatorio dedicato

Prof. Mauro Gacci

Il Professor Mauro Gacci è Professore Associato di Urologia presso l'Università degli Studi di Firenze e Dirigente Medico presso l'AOU Careggi. La chirurgia andrologica è parte integrante della sua attività clinica: dall'ambulatorio andrologico dedicato alla gestione multidisciplinare dell'infertilità maschile, dalla microchirurgia del varicocele al posizionamento di protesi peniene, fino alla chirurgia oncologica del testicolo inserita nel percorso multidisciplinare di AOU Careggi.

La sua esperienza specifica nella chirurgia uretrale e nella ricostruzione genitale maschile completa il profilo di uno specialista con competenze che spaziano dall'andrologia funzionale all'oncologia urologica. L'ambulatorio andrologico di AOU Careggi offre un percorso completo che include valutazione endocrinologica, analisi seminale, eco-Doppler scrotale e consulenza per le coppie con infertilità maschile.

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