Tumore della vescica
diagnosi, stadiazione e trattamento chirurgico: TUR-BT
e cistectomia radicale
Il carcinoma della vescica è il quinto tumore per incidenza nell'uomo in Italia. La strategia terapeutica dipende in modo determinante dallo stadio della malattia al momento della diagnosi: le neoplasie non muscolo-invasive sono trattate con resezione endoscopica, mentre il tumore muscolo-invasivo richiede la cistectomia radicale, oggi eseguibile con tecnica robotica mini-invasiva. La diagnosi precoce è il fattore prognostico più rilevante.
Classificazione e stadiazione del tumore della vescica
Il carcinoma della vescica origina prevalentemente dall'urotelio — l'epitelio di rivestimento della parete vescicale — ed è classificato in carcinoma uroteliale (90% dei casi), carcinoma squamocellulare e adenocarcinoma. Il fattore prognostico più rilevante è la profondità di invasione della parete vescicale, che determina la distinzione tra tumori non muscolo-invasivi (NMIBC) e muscolo-invasivi (MIBC).
I tumori non muscolo-invasivi (stadi Ta, T1, Tis) sono confinati alla mucosa o alla lamina propria e non raggiungono il muscolo detrusore. Rappresentano il 75–80% dei casi alla diagnosi e sono trattati per via endoscopica. Tuttavia, presentano un'elevata tendenza alla recidiva (60–70% a 5 anni) e un rischio di progressione verso lo stadio muscolo-invasivo variabile dal 15 al 40% in funzione del grado istologico e dei fattori di rischio. I tumori muscolo-invasivi (stadi T2–T4) richiedono un approccio radicale.
TUR-BT
Resezione transuretrale del tumore vescicale
La resezione transuretrale del tumore vescicale (TUR-BT) è la procedura fondamentale nella gestione del carcinoma della vescica: svolge contemporaneamente una funzione diagnostica — fornisce il materiale per la diagnosi istologica e la stadiazione — e una funzione terapeutica, rimuovendo la neoplasia visibile. È l'intervento chirurgico iniziale per qualsiasi tumore vescicale, indipendentemente dal sospetto di invasione muscolare.
La procedura viene eseguita per via endoscopica transuretrale, introducendo un resettoscopio dotato di ansa di resezione monopolare o bipolare e telecamera ad alta definizione. Il chirurgo visualizza la lesione vescicale e la reseca sistematicamente, includendo la parete muscolare sottostante nei campioni inviati all'anatomopatologo. La qualità della TUR-BT — completezza della resezione e inclusione del muscolo nei frustoli — è determinante per la correttezza della stadiazione e per la prognosi.
Obiettivi clinici della TUR-BT
- Rimozione macroscopicamente completa di tutta la lesione visibile
- Ottenimento di campioni istologici con muscolo detrusore incluso
- Stadiazione patologica (pT) e grading istologico (alto vs basso grado)
- Definizione del rischio di recidiva e progressione (score EAU)
- Pianificazione del trattamento adiuvante (BCG, chemioterapia intravescicale)
Fasi principali della procedura
- Cistoscopia diagnostica e mappatura delle lesioni vescicali
- Resezione sistematica delle lesioni con ansa monopolare o bipolare
- Campionamento separato del fondo di resezione (parete muscolare)
- Coagulazione dei siti di impianto e aree sospette residue
- Eventuale instillazione endovescicale immediata di chemioterapico (mitomicina C)
- Posizionamento catetere vescicale
Re-TUR: la seconda resezione
Le linee guida EAU raccomandano l'esecuzione di una seconda TUR (re-TUR) a 4–6 settimane dalla prima resezione in specifiche condizioni: tumori T1 ad alto grado, tumori con muscolo assente nei campioni della prima resezione, lesioni di grandi dimensioni o multifocali, qualsiasi sospetto di resezione incompleta. La re-TUR aumenta significativamente l'accuratezza della stadiazione e, in una quota rilevante di casi (25–40%), evidenzia malattia residua o upstaging patologico.
Terapia endovescicale adiuvante
Dopo la TUR-BT, il trattamento adiuvante con instillazioni endovescicali è indicato in funzione del profilo di rischio della neoplasia. Per i tumori a basso rischio, una singola instillazione immediata di chemioterapico (mitomicina C) al termine della resezione riduce il rischio di recidiva. Per i tumori a rischio intermedio e alto, il ciclo di immunoterapia intravescicale con BCG (Bacillus Calmette-Guérin) è il trattamento di riferimento, con efficacia documentata sulla riduzione delle recidive e sulla prevenzione della progressione.
Diagnosi e terapia in un solo atto
La TUR-BT fornisce la diagnosi istologica definitiva e rimuove contestualmente la neoplasia visibile.
Stadiazione patologica precisa
L'inclusione del muscolo detrusore nei campioni è indispensabile per escludere l'invasione muscolare (T2) e scegliere la strategia terapeutica corretta.
Degenza breve
Ricovero di 1–2 giorni con rimozione del catetere e dimissione in tempi rapidi nel paziente non complicato.
Follow-up dopo TUR-BT
Il follow-up dopo TUR-BT per tumore non muscolo-invasivo prevede cistoscopie di controllo a cadenza variabile in funzione del rischio. Per i tumori a basso rischio: cistoscopia a 3 mesi, poi annuale per 5 anni. Per i tumori ad alto rischio: cistoscopia ogni 3 mesi per i primi 2 anni, ogni 6 mesi nel terzo anno, poi annuale. La citologia urinaria è parte integrante del follow-up nei tumori di alto grado e nel carcinoma in situ.
Cistectomia radicale robotica
Robot-Assisted Radical Cystectomy (RARC)
La cistectomia radicale è l'intervento chirurgico standard per il carcinoma della vescica muscolo-invasivo e per i tumori non muscolo-invasivi ad alto rischio refrattari al BCG. Comporta la rimozione en bloc della vescica, dei tessuti perivescicali e dei linfonodi pelvici (linfoadenectomia pelvica estesa), con asportazione contestuale della prostata e delle vescichette seminali nell'uomo, dell'utero, delle ovaie e della parete anteriore della vagina nella donna.
L'approccio robotico con sistema Da Vinci Xi consente di eseguire questa procedura maggiore attraverso 5–6 piccole incisioni addominali, con i vantaggi tipici della chirurgia mini-invasiva: visione tridimensionale ×10, precisione nella dissezione pelvica, riduzione della perdita di sangue, degenza più breve e recupero più rapido rispetto alla cistectomia aperta. Il controllo oncologico — in termini di margini chirurgici e numero di linfonodi asportati — è equivalente alla chirurgia aperta nelle casistiche di centri ad alto volume.
Fasi dell'intervento
Linfoadenectomia pelvica estesa
Prima fase dell'intervento: asportazione sistematica dei linfonodi pelvici bilateralmente (iliaci, otturatori, presacrali). Il numero di linfonodi asportati è un indicatore di qualità chirurgica e ha valore prognostico indipendente.
Cistectomia
Rimozione della vescica con il blocco perivescicale. Nell'uomo include prostata e vescichette seminali. Nella donna, utero, ovaie e parete anteriore della vagina in continuità con la vescica. Nelle donne selezionate e oncologicamente idonee, è possibile la tecnica nerve-sparing con preservazione ovarica.
Preservazione nervosa (nerve-sparing)
Nei pazienti oncologicamente selezionati, i fasci neurovascolari responsabili della funzione erettile possono essere preservati, migliorando le prospettive di recupero funzionale sessuale senza compromettere i margini chirurgici.
Derivazione urinaria
Dopo la rimozione della vescica, è necessario creare una nuova via per l'eliminazione delle urine. La scelta tra le opzioni disponibili — neovescica ortotopica, ileal conduit, ureterocutaneostomia — dipende dalle caratteristiche del paziente, dallo stadio tumorale e dalla sua volontà.
Chiusura e gestione post-operatoria immediata
Posizionamento di drenaggi pelvici, sondino nasogastrico e terapia di supporto in UTI o reparto di terapia semi-intensiva nelle prime 24–48 ore.
Vantaggi dell'approccio robotico
Perdita di sangue ridotta, degenza più breve, recupero più rapido rispetto alla cistectomia aperta. Sicurezza oncologica documentata.
Linfoadenectomia estesa
L'asportazione di almeno 16 linfonodi è il parametro di qualità chirurgica più documentato in letteratura per la cistectomia radicale.
Chemioterapia neoadiuvante
Per i tumori T2–T3, la chemioterapia neoadiuvante a base di cisplatino prima della chirurgia migliora significativamente la sopravvivenza globale.
La derivazione urinaria dopo cistectomia
La scelta della derivazione urinaria è uno degli aspetti più delicati del percorso di cistectomia radicale. Deve essere discussa con il paziente prima dell'intervento, in base alle sue condizioni cliniche, alla funzione renale, all'anatomia del tratto urinario, alle aspettative sulla qualità di vita e alla capacità di gestire la derivazione nel post-operatorio.
Neovescica ortotopica
Un ampio segmento di ileo viene rimodellato in un serbatoio sferico anastomizzato all'uretra, consentendo la minzione per via naturale. Non richiede stomia né sacchetto esterno.
✔ Migliore qualità di vita percepita, assenza di stomia. Indicata nei pazienti motivati, con buona funzione minzionale, senza carcinoma in situ uretrale.
Richiede un periodo di rieducazione minzionale (autocateterismo transitorio). Rischio di ipercontinenza notturna nel primo periodo.
Ileal conduit (condotto ileale)
Un segmento di ileo terminale viene isolato e utilizzato come condotto tra gli ureteri e la cute addominale (urostomia). Le urine vengono raccolte in un sacchetto esterno applicato sulla stomia.
✔ Procedura più semplice e affidabile, con minore rischio di complicanze metaboliche. Indicata nei pazienti anziani, con compromissione renale o non candidabili alla neovescica.
Richiede gestione permanente della stomia e del sacchetto esterno.
Ureterocutaneostomia
Gli ureteri vengono portati direttamente alla cute addominale, senza interposizione intestinale. Procedura più rapida e con minor morbidità intestinale.
✔ Indicata nei pazienti anziani con comorbidità elevate o funzione intestinale compromessa, dove la derivazione intestinale comporterebbe rischi eccessivi.
Rischio maggiore di stenosi ureterocutanea a lungo termine. Necessita di gestione degli stent ureterali.
Dalla diagnosi al trattamento: guida per stadio
La scelta terapeutica nel carcinoma della vescica è determinata dallo stadio patologico, dal grado istologico e dalla risposta ai trattamenti precedenti. La tabella sintetizza le indicazioni secondo le linee guida EAU.
| Stadio | Descrizione | Trattamento di prima linea | Note |
|---|---|---|---|
| Ta basso grado | Tumore papillare confinato alla mucosa | TUR-BT + instillazione immediata mitomicina C | Follow-up cistoscopico annuale |
| Ta alto grado | Tumore papillare mucosale ad alto grado | TUR-BT + re-TUR + BCG intravescicale | Follow-up intensivo; valutare cistectomia se recidiva BCG-refrattaria |
| T1 alto grado | Invasione della lamina propria, alto grado | TUR-BT + re-TUR + BCG | Cistectomia precoce nei fattori di rischio sfavorevoli (linfovascolare, micropapillare) |
| Tis (CIS) | Carcinoma in situ (flat, alto grado) | BCG induzione + mantenimento | Cistectomia se BCG-refrattario a 12 mesi |
| T2 | Invasione del muscolo detrusore superficiale | Chemioterapia adiuvante → cistectomia radicale | La chemioterapia adiuvante con cisplatino migliora la sopravvivenza del 5–8% |
| T3 | Invasione del grasso perivescicale | Chemioterapia neoadiuvante → cistectomia radicale | Valutazione multidisciplinare obbligatoria |
| T4a | Invasione di prostata, utero, vagina | Cistectomia radicale in casi selezionati ± chemioterapia | Valutazione multidisciplinare; prognosi condizionata dall'estensione |
| T4b / N+ / M+ | Invasione parete pelvica o metastasi | Chemioterapia sistemica ± immunoterapia | La cistectomia ha ruolo palliativo; oncologia medica in prima linea |
BCG: Bacillus Calmette-Guérin. CIS: carcinoma in situ. EAU: European Association of Urology. La stadiazione clinica pre-operatoria include TC torace-addome-pelvi con mdc e, in casi selezionati, RM pelvica e PET-TC.
FAQ

Prof. Mauro Gacci
Il Professor Mauro Gacci è Professore Associato di Urologia presso l'Università degli Studi di Firenze e Dirigente Medico presso l'AOU Careggi. L'oncologia urologica — e in particolare il trattamento chirurgico del carcinoma della vescica — è uno degli ambiti centrali della sua attività clinica. Ha eseguito oltre 200 cistectomie radicali robotiche e supervisiona un'ampia casistica di TUR-BT presso il centro urologico di Careggi, uno dei centri oncologici urologici di riferimento in Toscana.
Il percorso di cura del tumore della vescica ad AOU Careggi è gestito in un contesto multidisciplinare che include oncologia medica, radioterapia e uro-patologia, con discussione collegiale di tutti i casi muscolo-invasivi in tumor board dedicato. La scelta della derivazione urinaria viene pianificata in un colloquio specifico con il paziente, con il supporto di infermieri stomaterapeuti certificati.
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