Calcoli renali dopo l'estate: come evitare una nuova colica
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Calcoli renali dopo l'estate: come evitare una nuova colica

Chi ha avuto almeno una volta una colica renale difficilmente la dimentica. Il dolore può comparire improvvisamente al fianco e irradiarsi verso l'inguine, spesso accompagnato da nausea, vomito e talvolta sangue nelle urine.

L'estate può rappresentare un periodo particolarmente delicato perché sudare molto senza compensare adeguatamente i liquidi persi rende l'urina più concentrata. Ed è proprio in un'urina concentrata che le sostanze capaci di formare calcoli trovano condizioni più favorevoli per cristallizzare.

Perché bere è così importante?

La prevenzione della calcolosi non si misura semplicemente in “bicchieri d'acqua”. L'obiettivo è produrre una quantità sufficiente di urina nelle 24 ore.

Alcuni lavori, come quello del Prof. Gacci che ha analizzato le cause delle coliche renali, suggeriscono generalmente ai pazienti con calcolosi un'assunzione di circa 2,5–3 litri di liquidi al giorno, preferibilmente acqua, con l'obiettivo di ottenere una diuresi di circa 2–2,5 litri o superiore nelle 24 ore. 

Naturalmente la quantità deve essere personalizzata nei pazienti con particolari patologie renali o cardiache.

Come capire se sto bevendo abbastanza?

Un'indicazione semplice arriva spesso dal colore dell'urina. Urine persistentemente molto scure e concentrate possono indicare un'assunzione insufficiente di liquidi.

Il punto importante è distribuire l'acqua nell'arco della giornata invece di bere grandi quantità tutte insieme. Dopo sport, attività all'aperto o giornate particolarmente calde bisogna inoltre compensare le perdite dovute alla sudorazione.

Chi ha avuto un calcolo deve eliminare il calcio dalla dieta?

No. È uno dei falsi miti più diffusi. Il calcio serve all’organismo. Per la maggior parte dei pazienti con calcolosi calcica le linee guida raccomandano un normale apporto alimentare di calcio, non la sua eliminazione. Ridurre indiscriminatamente il calcio può essere inutile e in alcuni casi persino controproducente.

Molto più importante è evitare l'eccesso di sale e moderare un consumo eccessivo di proteine animali. Le EAU indicano una dieta equilibrata, ricca di vegetali e fibre, con normale contenuto di calcio e limitazione del sodio. 

Tutti i calcoli sono uguali?

Assolutamente no. Esistono calcoli di ossalato di calcio, fosfato di calcio, acido urico, cistina, struvite e altre forme più rare. Ed è proprio per questo che non esiste un’unica “dieta per tutti i calcoli renali”.

Quando possibile, analizzare il calcolo espulso è molto utile. Nei pazienti ad alto rischio o con recidive può essere indicato anche uno studio metabolico specifico delle urine. 

Quando un calcolo diventa un'emergenza?

Dolore molto intenso non controllabile, febbre, brividi, riduzione importante della produzione di urina o presenza di un unico rene funzionante richiedono una valutazione rapida.

In particolare, un rene ostruito da un calcolo in presenza di infezione rappresenta un'emergenza urologica perché può essere necessario drenare rapidamente il rene con uno stent ureterale o una nefrostomia. 

La prevenzione comincia dopo la colica

Curare il dolore è solo la parte iniziale del problema. Il vero obiettivo è capire perché quel calcolo si è formato e ridurre il rischio che se ne formi un altro.

Riferimento scientifico: Gacci M et al.: Pathophysiology of reno-ureteral colic. Urol Int. 2004;72 Suppl 1:20-3. doi: 10.1159/000076586. PMID: 15133328.