Tumore del testicolo: è possibile salvare il testicolo?
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Tumore del testicolo: è possibile salvare il testicolo?

Il tumore del testicolo è la neoplasia più frequente nei giovani adulti e, nella maggior parte dei casi, viene trattato con l’orchiectomia radicale, cioè la rimozione completa del testicolo colpito. Questo approccio rappresenta ancora oggi lo standard terapeutico, perché garantisce elevati tassi di guarigione e sicurezza oncologica.

Negli ultimi anni, tuttavia, è cresciuto l’interesse verso tecniche chirurgiche più conservative, come la chirurgia testicolo-conservativa (testis-sparing surgery, TSS), che permette di rimuovere il tumore preservando il tessuto testicolare sano. L’obiettivo è ridurre il rischio di ipogonadismo, infertilità e necessità di terapia sostitutiva con testosterone, soprattutto nei pazienti giovani o con un solo testicolo.

Una recente revisione sistematica della letteratura, pubblicata su World Journal of Urology, ha analizzato i risultati oncologici e funzionali della chirurgia conservativa nei tumori germinali del testicolo. Lo studio ha esaminato 32 lavori scientifici per un totale di 285 pazienti e 306 testicoli trattati con chirurgia conservativa, rappresentando una delle analisi più complete disponibili su questo tema.

I risultati mostrano che la chirurgia testicolo-conservativa può essere efficace in casi selezionati, ma presenta alcune criticità. Nel follow-up disponibile, circa l’87% dei pazienti non ha presentato recidiva locale, mentre il 13% ha sviluppato una recidiva nel testicolo operato, generalmente entro il primo anno dall’intervento. Quando la recidiva si verifica, nella maggior parte dei casi viene trattata con orchiectomia radicale di salvataggio, con buoni risultati oncologici.

Dal punto di vista funzionale, la chirurgia conservativa può consentire il mantenimento della funzione ormonale e della fertilità in una parte dei pazienti. Tuttavia, i dati disponibili indicano che ipogonadismo e problemi di fertilità possono comunque verificarsi, rispettivamente nel 27% e nel 18% dei casi analizzati.

Sulla base dei dati disponibili, gli autori della revisione sottolineano che la chirurgia conservativa del testicolo non dovrebbe essere considerata una terapia standard per i tumori germinali testicolari. L’orchiectomia radicale rimane infatti il trattamento di riferimento nella maggior parte dei pazienti.

La chirurgia testicolo-conservativa può essere presa in considerazione solo in centri di riferimento, da parte di un urologo epserto, in situazioni molto selezionate, ad esempio in pazienti con un unico testicolo, tumori di piccole dimensioni (inferiori a 2 cm) e funzione endocrina normale, e sempre dopo un’attenta discussione con il paziente sui possibili rischi oncologici.

Riferimento: https://link.springer.com/article/10.1007/s00345-022-04048-6