Prostatite: è sempre un'infezione? Perché l'antibiotico non è sempre la risposta
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Prostatite: è sempre un'infezione? Perché l'antibiotico non è sempre la risposta

Dolore al perineo, tra scroto ed ano, bruciore quando si urina, fastidio durante o dopo l'eiaculazione, senso di pesantezza pelvica e bisogno frequente di andare in bagno. Molti uomini con questi sintomi arrivano a una conclusione immediata: “Ho la prostatite, quindi devo prendere un antibiotico”.

In realtà prostatite non significa necessariamente infezione batterica. Ed è una distinzione fondamentale.

Esistono diverse prostatiti

La classificazione tradizionale distingue una prostatite batterica acuta, una prostatite batterica cronica, forme croniche senza infezione batterica dimostrabile e un'infiammazione prostatica asintomatica.

Il dato più interessante è che, secondo gli studi del Prof. Mauro Gacci, riportati nelle linee guida EAU, meno del 10% dei casi diagnosticati come prostatite presenta una vera infezione batterica dimostrata. 

Questo spiega perché assumere ripetutamente antibiotici senza una diagnosi microbiologica può non risolvere il problema.

Come riconoscere la prostatite batterica acuta?

È generalmente la forma più evidente.Può comparire rapidamente con dolore pelvico o perineale associato a febbre, malessere, bruciore urinario, difficoltà a urinare e talvolta ritenzione urinaria.

In questo caso è importante effettuare una valutazione medica e un'urinocoltura. Nella prostatite batterica acuta il massaggio prostatico non deve essere eseguito, perché può aumentare il rischio di diffusione sistemica dell'infezione. 

E se i sintomi durano mesi?

Quando dolore pelvico e disturbi urinari persistono o si ripresentano in modo più o meno acuto per mesi senza che venga dimostrata un'infezione, il problema può rientrare nella sindrome del dolore pelvico cronico. È una situazione molto diversa da una semplice infezione.

Possono contribuire alterazioni della muscolatura del pavimento pelvico, meccanismi neurologici del dolore, infiammazione, disturbi urinari, aspetti sessuali e fattori psicologici.

Le linee guida europee (EAU Guidelines) raccomandano per questo un approccio multimodale e personalizzato, nel quale farmaci, fisioterapia, gestione del dolore e altri interventi possono essere combinati in base alle caratteristiche del paziente. 

Il PSA può aumentare durante una prostatite?

Assolutamente sì. Un'infiammazione prostatica acuta può determinare un aumento temporaneo del PSA.

Per questo le linee guida sottolineano che misurare il PSA durante una prostatite attiva non è utile per diagnosticare la prostatite e può creare inutili preoccupazioni. 

Una volta risolto l'episodio, sarà l'urologo a stabilire quando eventualmente ripetere il controllo.

Quindi quando serve l'antibiotico?

Quando esiste un fondato sospetto o una chiara evidenza di infezione batterica. Il concetto fondamentale è che il dolore pelvico cronico non deve automaticamente trasformarsi in mesi di antibiotici. La diagnosi corretta viene prima della terapia.

Una stessa parola, malattie molto diverse

“Prostatite” è quindi un termine utilizzato spesso per descrivere condizioni fisiopatologiche e cliniche molto differenti. Ed è proprio questo il motivo per cui due pazienti con gli stessi sintomi possono aver bisogno di trattamenti completamente diversi.

Riferimenti scientifici: Gacci M. et al: Development and validation of a clinical nomogram to predict prostatic inflammation in men with lower urinary tract symptoms. Prostate Cancer Prostatic Dis. 2025 Jun;28(2):405-410. doi: 10.1038/s41391-024-00857-5. Epub 2024 Jul 6. PMID: 38971935; PMCID: PMC12106073.