PSA alto: significa sempre tumore?
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PSA alto: significa sempre tumore?

PSA alto: quando è davvero un segnale di tumore

L’Antigene prostatico specifico (PSA: Prostatic specific antigen) è un marcatore tissutale prostatico. Un PSA alto spaventa. Ed è comprensibile: è uno dei primi esami associati al tumore della prostata.
Ma la realtà clinica è più complessa e più articolata. Un PSA elevato non equivale automaticamente a tumore. 


Il PSA: un segnale, non una diagnosi

Il PSA è infatti una proteina prodotta dalla ghiandola prostatica. Quando aumenta nel sangue, significa che qualcosa sta “stressando” la prostata. Le cause possono essere molte:

  • ipertrofia prostatica benigna (l’ingrossamento della prostata)

  • prostatite (l’infiammazione della prostata) 

  • tumore (la neoplasia della prostata)

Il problema è che il PSA da solo non permette di distinguere queste condizioni


La zona grigia

Tra 3.1 e 10 ng/ml si entra nella cosiddetta “zona grigia”: valori di PSA inferiori a 3.1 sono spesso indicatori di una prostata sana, mentre valori al di sopra di 10 pongono un significativo rischio oncologico, anche se non esclusivo e certo. Nella cosiddetta zona grigia (tra 3.1 e 10) contano anche:

  • PSA density (il rapporto tra il PSA ed il volume prostatico)

  • PSA velocity (la velocità con cui sale il PSA)

  • età del paziente (ogni età ha il suo range di normalità)


Il ruolo dell’infiammazione

Uno degli aspetti più rilevanti degli ultimi anni è il ruolo dell’infiammazione prostatica. Gli studi coordinati dal prof. Gacci hanno dimostrato come i processi infiammatori possano alterare significativamente il microambiente prostatico e contribuire sia ai sintomi urinari sia alla variazione dei biomarcatori. Quindi: un PSA alto può dipendere anche da un’infiammazione, non esclusivamente da un tumore.


Come ci si comporta con un PSA elevato

L’approccio moderno non è più “PSA elevato 🡪 eseguire una biopsia”.

Oggi si procede così:

  1. Rivalutazione del PSA (completo di PSA libero per poter calcolare il PSA Libero su totale) 

  2. Visita urologica (con anamnesi ed esplorazione rettale)

  3. Risonanza multiparametrica (con mezzo di contrasto e definizione del PIRADS score)

  4. Biopsia solo se necessario (in mani esperte e con tecnica fusion o random)

Questo approccio riduce drasticamente il numero di biopsie inutili e permette allo stesso tempo di trattare correttamente le patologie non oncologiche associate al rialzo del PSA (ipertrofia prostatica benigne e prostatite). 

Nella pratica clinica quotidiana, una parte significativa dei pazienti con PSA elevato non presenta tumore prostatico clinicamente rilevante. L’integrazione tra parametri clinici e imaging ha cambiato radicalmente la gestione.


REFERENZA: Gacci M. et al., Metabolic syndrome and lower urinary tract symptoms, Prostate Cancer Prostatic Dis, 2013