C’è ancora spazio per la TURP e la prostatectomia semplice nel 2025?
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C’è ancora spazio per la TURP e la prostatectomia semplice nel 2025?

Nonostante i progressi della medicina e l’emergere di nuove tecniche per trattare l’ipertrofia prostatica benigna (IPB), nel 2025 la resezione transuretrale della prostata (TURP) e la prostatectomia semplice restano due pilastri fondamentali del trattamento chirurgico, evoluti tanto nella tecnologia quanto nell’approccio. Di questo argomento è stato chiamato a parlare il Prof. Mauro Gacci, in un corso della ESU (European Scholl of Urology). 

La TURP: da intervento “classico” a tecnica moderna e versatile

La TURP, introdotta negli anni ‘30, è stata per decenni considerata il “gold standard” per la gestione dell’IPB di volume medio (tra i 30 e gli 80 ml). Oggi, nel 2025, questa procedura è tutt’altro che superata: si è trasformata profondamente sia nelle tecnologie utilizzate che nelle tecniche applicate.

Tecnologia: dall’elettrobisturi monopolare al bipolare: 

Negli ultimi vent’anni, la TURP ha beneficiato del passaggio dalla tecnologia monopolare a quella bipolare, che ha aumentato la sicurezza e ampliato le indicazioni. Il sistema bipolare consente di operare in soluzione salina (e non più in glicina), riducendo drasticamente il rischio di sindrome da assorbimento di liquidi (TUR syndrome), oggi quasi scomparsa (<1%). Inoltre, la ridotta dispersione termica ha diminuito le complicanze urologiche post-operatorie, come le stenosi uretrali.

Tecnica: dalla resezione alla vaporesezione e all’enucleazione

Anche le tecniche si sono affinate. Alla classica resezione si sono affiancate:

  • La vaporesezione bipolare (bipolar vapour-resection), che unisce taglio e coagulazione con minore trauma tissutale.

  • L’enucleazione bipolare transuretrale (BipoLEP), che simula l'enucleazione laser ma con strumenti bipolari, permettendo di trattare anche prostate di volume maggiore (>80-100 ml) con tassi di ritrattamento inferiori al 5% a 5 anni.

Grazie a queste innovazioni, la TURP è oggi più sicura, efficace e accessibile rispetto a molte tecniche laser, soprattutto in centri dove l’esperienza con i laser non è consolidata o i costi sono limitanti.

La prostatectomia semplice: dal bisturi al robot

Per le prostate molto voluminose (>150-200 mL), la TURP può risultare inefficace o tecnicamente difficile. Qui entra in gioco la prostatectomia semplice, che, anche se meno frequente, non è affatto obsoleta: si è evoluta radicalmente sul piano dell’invasività e della precisione.

Da open a mini-invasiva

La prostatectomia semplice open, una volta standard, comportava un’incisione addominale e un recupero post-operatorio lungo. Oggi, sempre più centri adottano approcci mini-invasivi:

  • Laparoscopico: meno dolore, minore perdita ematica e degenza ridotta.

  • Robotico: consente una precisione elevatissima nell'enucleazione dell’adenoma prostatico con una riduzione significativa delle complicanze emorragiche (trasfusioni <5%) e un ritorno precoce alla continenza urinaria.

Uno studio multicentrico europeo del 2023 ha mostrato che la prostatectomia semplice robotica ha ridotto i tempi di degenza media da 6-7 giorni (open) a 3-4 giorni, con una riduzione del tasso di complicanze maggiori dal 12% al 4%. Per questa ragione questa tecnica è stata inserita nelle linee guida europee (EAU Guidelines)

Perché queste tecniche hanno ancora un ruolo?

Nonostante la diffusione di tecniche laser come HoLEP, GreenLight o Rezum, non tutti i pazienti sono candidati ideali. In particolare:

  • La TURP bipolare è ancora preferita per prostate di volume medio, soprattutto in ospedali con esperienza consolidata e dove la disponibilità di tecnologie laser è limitata.

  • La prostatectomia semplice (specie robotica) resta insostituibile in presenza di adenomi molto voluminosi (>150-200 mL) o di complicanze concomitanti (calcoli vescicali, diverticoli).

Inoltre, i risultati funzionali continuano a essere eccellenti: oltre l’85-90% dei pazienti operati con TURP o prostatectomia semplice riferisce un miglioramento significativo dei sintomi urinari e della qualità della vita, con durabilità dell’effetto oltre i 10 anni.

Conclusioni

Nel 2025, TURP e prostatectomia semplice non sono tecniche del passato, ma interventi chirurgici moderni, adattati ai tempi. La loro evoluzione tecnologica e tecnica le rende ancora oggi opzioni sicure, efficaci e centrali nel trattamento dell’IPB, soprattutto se selezionate con criterio.

L’obiettivo non è sostituirle, ma integrarle in un’offerta terapeutica personalizzata, dove ogni paziente riceve il trattamento più adatto alla propria condizione clinica e alle risorse disponibili.

 

Reference: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23722819/